Motori

Auto per i pendolari: meglio ibrida o diesel?

Se si percorrono tanti chilometri all'anno si deve scegliere un'auto efficiente, soprattutto con questi prezzi dei carburanti. Cosa è meglio, diesel o ibrida?

Si fa presto a dire: “con la macchina faccio tanti chilometri”. Per chi usa l’auto tutti i giorni per andare al lavoro, scegliere la motorizzazione giusta può fare una grande differenza. Percorrere 50 km al giorno significa superare facilmente i 10.000 km all’anno soltanto per il tragitto casa-lavoro; con 100 km quotidiani si può arrivare oltre quota 20.000. Consumi, costo del carburante e manutenzione diventano quindi molto più importanti che per chi utilizza l’auto saltuariamente. Tra le alternative più interessanti ci sono ancora diesel e full hybrid. Ma non esiste un vincitore assoluto: molto dipende da quanti chilometri si percorrono e, soprattutto, dal tipo di strada. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza e di lasciare degli utili spunti di riflessione.

Tanta autostrada? Il diesel ha ancora senso

Per il pendolare che percorre ogni giorno lunghe distanze in autostrada o su strade extraurbane veloci, il diesel rimane difficile da battere. Un moderno turbodiesel può viaggiare facilmente intorno ai 4,5-5,5 l/100 km, mantenendo consumi contenuti anche a velocità autostradale. A suo favore giocano anche l’elevata autonomia e la possibilità di percorrere molti chilometri tra un rifornimento e l’altro. Inoltre, l’utilizzo su lunghe percorrenze permette al motore di raggiungere regolarmente la temperatura di esercizio e favorisce il corretto funzionamento dei sistemi antinquinamento, compreso il filtro antiparticolato. Per chi percorre 25.000 o 30.000 km all’anno prevalentemente fuori città, quindi, un diesel recente può essere ancora una scelta razionale.

In città vince il full hybrid

La situazione cambia completamente se il percorso quotidiano comprende molto traffico urbano. È proprio qui che un’auto full hybrid riesce a sfruttare al massimo la propria tecnologia. Nelle partenze e alle basse velocità il motore elettrico può muovere l’auto senza utilizzare quello a benzina, mentre durante rallentamenti e frenate viene recuperata energia per ricaricare la batteria. Nel traffico, dove un motore tradizionale spreca molta energia, il sistema ibrido lavora quindi nelle condizioni più favorevoli. Su alcuni percorsi urbani è possibile ottenere consumi nell’ordine dei 4-5 l/100 km, senza dover collegare l’auto a una presa di corrente.

Il vantaggio del full hybrid diminuisce aumentando la velocità. In autostrada le occasioni di recuperare energia sono poche e il motore termico deve lavorare quasi continuamente. Questo non significa che un’ibrida consumi necessariamente molto, ma semplicemente che perde buona parte del vantaggio che possiede in città. Se il tragitto casa-lavoro è composto quasi esclusivamente da autostrada, il diesel può quindi risultare più efficiente.

Fiat 500L wagon nera

La scelta dipende dal percorso

La situazione reale, in generale, è meno netta: qualche chilometro in città, tangenziale e un tratto di strada extraurbana. Resta però la considerazione di massima secondo cui un full hybrid può essere preferibile se prevalgono città, code e velocità variabili; il diesel torna interessante quando la maggior parte dei chilometri viene percorsa a velocità costante su strade veloci. Bisogna considerare anche le limitazioni alla circolazione. Chi vive o lavora in una grande città deve verificare attentamente le norme locali, perché un diesel acquistato oggi potrebbe essere sottoposto in futuro a maggiori restrizioni rispetto a un’ibrida a benzina.

Prima di acquistare l’auto, quindi, conviene fare due conti partendo dal proprio tragitto reale. Sotto i 15.000 km annui e con molto utilizzo urbano, il full hybrid è generalmente la soluzione più versatile**. Con percorrenze nell’ordine dei 20.000-25.000 km o superiori, soprattutto su autostrada ed extraurbano, il diesel può ancora recuperare terreno grazie ai bassi consumi. Per un pendolare, insomma, non conta soltanto quanto consuma un’auto sulla carta. Conta soprattutto dove vengono percorsi quei chilometri, ogni giorno.