Orologi

Accessori (e non solo) in orologeria

Siamo tanto concentrati a scoprire l’ultima novità di prodotto (si sono da poco conclusi i Geneva Watch Days) da tralasciare il fatto che l’orologio, preso singolarmente, non è l’unica mania del potenziale acquirente come del più facoltoso collezionista. Accanto al volume impressionante di pagine internet visitate ogni giorno tra siti ufficiali, social media e marketplace, si è sviluppata una dimensione parallela ormai rilevante, complice la scarsa lungimiranza dei marchi, che corrono ora ai ripari dopo aver fiutato, in ritardo, l’ultima opportunità di business.

Parlo di accessori, una vastità di proposte frettolosamente associate al solo mondo dei cinturini; in verità, hanno una segmentazione, dal basso verso l’altissimo di gamma, che corre parallelamente a quella dei prodotti, e generalmente includono svariate categorie ed alcune anche bizzarre, sebbene in questa occasione ci concentriamo su cinturini after market, qualche esempio di personalizzazione, e servizi after-sales. Nel terzo ed ultimo caso, i soggetti più forti e grandi hanno sostanzialmente migrato al lusso modelli di business largamente adottati altrove. Partiamo dagli accessori; da dove nasce l’esigenza di sostituire ad esempio il bracciale o il cinturino originale? Questa categoria, che cuba i volumi più interessanti, attira collezionisti e semplici possessori scontenti del bracciale o cinturino originale, o semplicemente a caccia di “personalizzazione”; dall’idea del singolo, un collezionista stufo della durezza del cinturino o della sua scarsa versatilità, è spesso nato un piccolo business che, nei casi più emblematici, è cresciuto così tanto da diventare ben più di un esperimento. Il caso di Corrigia è emblematico.

Cosa alimenta la caccia al cinturino aftermarket definitivo? Senza dubbio l’approccio rigido e poco flessibile dei marchi, a cominciare da quelli di lusso che hanno imposto uno standard, spesso per ragioni squisitamente industriali; ecco quindi fiorire splendidi cinturini in gomma per Rolex, Tudor, Audemars Piguet, addirittura Patek e fornitori come Everest Bands o RubberB. Ammettiamolo, un bel cinturino in gomma su un Submariner è di gran lunga più comodo e meno impegnativo del bracciale in acciaio originale soprattutto durante l’estate quando sale marino ed uso intenso mettono a dura prova cassa e bracciale. Il cinturino non è però accessorio esclusivo da fascia alta; il più popolare e accessibile resta la NATO strap, perfetta per field watch come per accessibili orologi subacquei. Più che di necessità, è bene parlare di edonismo, cito i casi estremi di sostituzione lunetta o quadrante, per proseguire con la profonda personalizzazione di cassa e bracciale.

Potreste provare a contattare Label Noir per cambiare i connotati al vostro orologio di lusso, o trasformare un Seiko Turtle in un Seiko Mod, montando lunetta in ceramica e quadrante con motivo ad “onda di Kanagawa”. Tra i complementi – che fanno al caso mio visto che raramente sostituisco bracciale o cinturino originale – svetta il portaorologi, indispensabile se salite e scendete da un aereo e portate frequentemente almeno tre orologi da una città all’altra e in vacanza (generalmente un classico, uno sportivo, ed il modello più economico per entrare in acqua senza pensieri). L’offerta è ampia e attraente, potete spendere qualche centinaio di Euro oppure qualche migliaio se volete conservare i vostri amati in una valigia in pelle di Bosphorus Leather. Diciamo che un watch roll in pelle per tre orologi è in media più che sufficiente, per le mie esigenze di prezzo e spazio.

L’accessorio ha iniziato, ed il servizio ha completato; in questo ambito i marchi non hanno atteso, muovendosi in anticipo rispetto alle società di servizi. Il concetto è semplice: realizzare un cinturino in cuoio richiede manodopera e materiali di qualità ma è in fondo un processo manifatturiero su un prodotto semplice, che si conclude con la vendita. E’ ben diverso e più complesso vendere una estensione di garanzia perché richiede l’esistenza di un Customer Service ben organizzato, che solo un marchio di orologi può offrire, in quanto parte del suo core business. Pioniera è in questo caso Richemont che ha cancellato la obsoleta garanzia legale di due anni per offrire una estensione anche superiore ai cinque anni offerti standard da Rolex o Breitling (la prima in assoluto, a mia memoria, ad estendere la garanzia oltre il limite legale).