In pratica

Bolli auto arretrati: verifica pagamenti, mettersi in regola, sanzioni

Il bollo auto è una delle tante spese che sovrapposte alle altre rischia di finire nel dimenticatoio e di conseguenza di non essere pagato. Per non incappare in spiacevoli situazioni che comprendono multe, interessi moratori e fermi amministrativi è meglio controllare se i bolli auto del passato sono sempre stati pagati. In questa guida vi mostriamo come fare.

Come verificare i bolli auto arretrati?

Come detto, fra le tante cose da pagare il bollo auto non sempre è facile da ricordare, oltre a essere una delle tasse più odiate dagli italiani. Ad ogni modo per verificare se la tassa per il possesso dell’auto è sempre stata pagata, è presente un servizio ufficiale, al quale tutti possono accedere e controllare in prima persona chi vari pagamenti effettuati da parte degli intermediari come le agenzie di pratiche auto, le tabaccherie, le Poste e le sedi ACI siano andati a buon fine. Infatti, tutti i dati vengono trasmessi in modo continuativo e costante all’Agenzia delle Entrate e restano perciò tracciati.

Per fare il controllo in maniera molto semplice e veloce, occorre registrarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate, purché si risieda in una delle Regioni in cui è l’ente stesso a gestire la tassa sul possesso auto, quindi in Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Marche.

Se invece la propria Regione di residenza non rientra tra quelle elencate, la soluzione è diversa e si può scegliere tra: uffici ACI; sito internet dell’ACI; una delle agenzie di pratiche automobilistiche che si sono sul territorio nazionale. Negli uffici serve rilasciare i dati richiesti (solitamente anche solo la targa auto), mentre online dovrete connettervi al sito Aci, entrare nella pagina Bollo auto e cliccare su Calcola bollo, poi seguire le istruzioni.

Se il bollo auto risultasse non pagato da almeno 3 anni la vettura è probabilmente già stata radiata da parte del PRA. Per quanto riguarda, invece, i nuovi avvisi di accertamento per pagamento bollo anni precedenti, questi danno più potere alle Regioni che possono quindi spedire avvisi di accertamenti immediatamente esecutivi. Questo comporta che insieme alla raccomandata della Regione potrebbe giungere anche il pignoramento o il fermo amministrativo dell’automobile (sempre preceduto da un avviso di 30 giorni per poter richiedere una rateizzazione, pagare o pretendere la sospensione della misura.

Come pagare i bolli auto arretrati?

Abbiamo detto che dopo tre anni di pagamento di bollo non effettuato, il PRA provvede a radiare la vettura, ma affinché il veicolo possa tornare a circolare deve essere iscritto per la seconda volta al PRA e devono essere pagati tutti i bolli e le relative sanzioni. Questo è un caso estremo da evitare a causa di tutti gli ostacoli burocratici che successivamente devono essere superati.

In caso di ritardato pagamento del bollo per brevi periodi, la posizione del proprietario dell’auto può essere regolarizzata tramite il ravvedimento operoso. È un sistema che permette al proprietario del veicolo di rientrare in regola di sua iniziativa ottenendo un mini condono sull’importo della sanzione. Il ravvedimento operoso viene eseguito al momento del pagamento del tributo se non ci sono contestazioni della violazione.

Quali sono le sanzioni per i bolli auto arretrati?

A partire dal 1° gennaio 2016, decorre l’applicazione del nuovo sistema sanzionatorio più favorevole rispetto a quello precedente. Le nuove sanzioni in caso di omesso/insufficiente versamento sono pari a:

    • 0,1% per ogni giorno di ritardo se questo non supera i 15 giorni;
    • 1,5% se il pagamento avviene tra il 16° ed il 30° giorno successivo al termine di riferimento;
    • 1,67% se il pagamento avviene tra il 31° ed il 90° giorno successivo al termine di riferimento;
    • 3,75% se il pagamento avviene oltre il 90° giorno successivo al termine di riferimento ma entro un anno dall’omissione o dall’errore;
    • oltre 1 anno dalla scadenza la somma da pagare corrisponderà invece all’importo della tassa + il 30% + gli interessi moratori.

Il contribuente ha una possibilità di scelta molto ampia per il pagamento della tassa automobilistica che può essere effettuata presso diversi uffici adibiti a questo servizio come agenzie ACI e Agenzie Pratiche Auto, uffici postali e tabaccai o presso sportelli bancari con Bancomat. Per rendere più agevole il pagamento sono disponibili anche servizi online come il servizio Bollonet dell’ACI, l’Internet Banking, il servizio Bancoposta online e il servizio Lottomatica.

A seconda del tipo di sanzione e in base alla Regione di residenza, il contribuente può comportarsi in varie modalità: può inviare preventivamente una sorta di avviso bonario che non necessiterà della sua impugnazione dinnanzi alla Commissione Tributaria (il giudice che si occupa delle tasse) per essere annullato.

Se a notificarci una cartella esattoriale è l’Agenzia delle Entrate, l’unico modo per annullarla è la presentazione di un ricorso, con tutte le incombenze del caso (preparazione fascicolo, incarico ad un commercialista, tempi lunghi, ecc…). Con questo specifico ricorso, si contesta quanto affermato nella cartella esattoriale e ci si oppone a qualsiasi richiesta di pagamento, attraverso un’analisi preliminare al fine di capire su cosa fondare il ricorso stesso. Per comprensione:

  • ricezione della notifica oltre i termini di legge;
  • cartella esattoriale in difetto di motivazione o incompleta (priva, ad esempio, dell’indicazione della targa);
  • bollo auto già pagato (in tal caso è necessario allegare opportuna documentazione).

Ci si può difendere senza avvocato se la causa è di valore inferiore a 2.582,28 euro. Il valore è determinato dall’imposta richiesta nell’atto, al netto di sanzioni ed interessi. Se la controversia ha ad oggetto solamente la sanzione bollo auto, il valore è costituito dall’ammontare delle stesse. Nel caso pervenga una cartella esattoriale ma il bollo è stato pagato, al ricorso si allegano tutte le ricevute di pagamento.

Le modalità del ricorso prevedono dei passaggi: si invia un’istanza per autotutela redatta in carta libera con cui si richiede sostanzialmente l’annullamento totale o parziale della tassa automobilistica all’amministrazione competente che ha emesso la cartella esattoriale. Se tale richiesta non viene accolta, allora si è costretti a presentare ricorso in via giudiziaria alla Commissione Tributaria Provinciale, entro 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale