In pratica

Comprare l’auto all’estero: tutto quello che devi sapere

Sempre più italiani hanno scelto nel corso degli anni di acquistare una nuova auto all’estero e di importarla di conseguenza in Italia. Ma questa soluzione rappresenta una vera e propria forma di risparmio e di convenienza? Vediamo insieme tutto quello che c’è da sapere sull’acquisto di un’auto all’estero, considerando tutti i vantaggi e gli svantaggi.

È possibile comprare un’auto all’estero e usarla in Italia?

Comprare un’auto all’estero e usarla in Italia è una pratica concessa dalla legislazione, tuttavia non sempre si rivela una soluzione ideale e vantaggiosa per chi poi la deve importare. In questi casi occorre confrontare il risparmio, che può essere di molte migliaia di euro, con i costi aggiuntivi legati alla stipula della compravendita in un paese straniero.

Prima di arrivare alla conclusione di una procedura di acquisto come questa bisogna fare attenzione ad almeno due punti:

  • il trasporto dell’auto in Italia può avvenire con o senza una targa provvisoria o definitiva, e quindi a rimorchio o in modo autonomo;
  • il costo dei servizi offerti dalla concessionaria che eventualmente si occuperà di sbrigare tutte le pratiche burocratiche.

Conviene comprare un’auto all’estero?

Oltre i confini italiani si possono trovare prezzi migliori, in alcuni casi tagliando i costi fino al 40%. Il web ha ulteriormente dato una spinta a questa tendenza, moltiplicando le occasioni che già da tempo si possono sfruttare grazie al Mercato Unico Europeo. Insomma, accedere a un mercato più vasto offre grandi opportunità.

Nel valutare i prezzi, per auto nuove ed usate, vanno anche considerate le norme fiscali. L’acquirente italiano dovrà infatti aggiungere al prezzo di acquisto il valore dell’IVA, a prescindere dalla tassazione del Paese in cui viene effettuato l’acquisto. Per finire, delegare tutto a delle agenzie di pratiche auto, ovviamente, aumenta le spese da sostenere e per questo non è sempre conveniente come comprarla in Italia.

Come immatricolare un’auto comprata all’estero in UE?

Per immatricolare l’auto acquistata all’estero in Italia, e iscriverla al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) come previsto dalla legge, cosa bisogna fare? Bene, per i veicoli importati dai Paesi appartenenti all’UE, compresi Islanda, Norvegia e Liechtenstein, ci si può rivolgere allo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA), inviando una serie di documenti come:

  • il documento d’identità dell’acquirente;
  • il certificato di conformità europeo della vettura;
  • il modello NP2C o NP2D a seconda che venga redatto o meno l’atto di vendita.

Le tasse da pagare includono l’imposta provinciale di trascrizione e i costi per il rilascio di targhe, che possono cambiare a seconda della provincia di residenza e del tipo di veicolo, gli emolumenti ACI (27 euro) e il bollo per l’iscrizione al PRA (32 euro).

Come immatricolare un’auto comprata all’estero in extra UE?

Per immatricolare vetture comprate fuori dai confini della Comunità europea, non è possibile rivolgersi al comodo Sportello Telematico dell’Automobilista, ma è necessario sbrigare gli adempimenti amministrativi attraverso l’ufficio provinciale della Motorizzazione. Allo sportello sarà  elencata la documentazione da presentare per iscrivere il veicolo al PRA, tra cui:

  • il documento d’identità dell’acquirente;
  • il titolo di proprietà;
  • il modello NP2D;
  • la carta di circolazione rilasciata in Italia, da consegnare in forma di fotocopia.

Qualche documento in più viene richiesto al cittadino straniero, come la traduzione del documento d’identità effettuata da un traduttore ufficiale e approvata dalle autorità diplomatiche.

Come calcolare l’IVA?

A seconda che il veicolo acquistato sia nuovo o usato, si potrebbe dover pagare una percentuale all’agenzia delle entrate. Qui è molto importante chiarire cosa si intende per legge per auto nuova o usata. L’auto nuova non è mai stata immatricolata, non ha percorso più di 6.000 chilometri o è stata ceduta entro 6 mesi dall’immatricolazione all’estero, mentre un veicolo usato viene considerato tale nel caso opposto, cioé ha percorso più di 6.000 chilometri, è già stato immatricolato in uno dei paesi UE o è stato ceduto 6 mesi dopo l’immatricolazione

Quando si decide di comprare un’auto all’estero è importante tenere a mente questa distinzione per l’eventuale calcolo dell’IVA da pagare. Viene applicata l’imposta da versare nel paese di residenza (l’Italia in questo caso) solo sui veicoli nuovi. Mentre sui veicoli usati l’imposta si applica solo se l’acquisto avviene tramite un’impresa titolare di partita IVA. In questo caso il dovuto si paga al paese dove l’auto è stata acquistata. Se invece si acquistasse un’auto usata da privato, non si pagherebbe l’imposta.

Se l’automobile è nuova, l’imposta va pagata entro 10 giorni dall’acquisto del veicolo, e deve essere calcolata sul prezzo totale di acquisto del veicolo. Il pagamento va compiuto attraverso l’Agenzia delle Entrate. Se la vettura è usata e viene acquistata da un rivenditore titolare di Partita IVA, così l’IVA deve essere pagata come addebitata dal rivenditore secondo l’aliquota vigente nel paese estero.

Chi acquista un’auto di seconda mano da un privato, invece, non è tenuto a pagare l’IVA né in Italia né all’estero. Se invece avete pagato l’IVA due volte, sia nel paese di acquisto che in quello di destinazione, potete richiedere un rimborso all’agenzia delle entrate del paese in cui avete portato a conclusione l’acquisto.

Quali documenti servono?

Questa è la documentazione necessaria e i costi attigui per immatricolare un veicolo nello spazio UE:

  • Imposta provinciale di trascrizione (costo variabile)
  • Emolumenti ACI (27,00 €)
  • Imposta di bollo per iscrizione al PRA (32,00 €)
  • Imposta di bollo DTT (32,00 €)
  • Diritti DTT (32,00 €)
  • Rilascio targhe (variabile)

Per l’acquisto di un veicolo al di fuori dell’UE, sono necessari questi documenti:

  • il documento d’identità dell’acquirente;
  • il titolo di proprietà;
  • il modello NP2D;
  • la carta di circolazione rilasciata in Italia, da consegnare in forma di fotocopia.

Quando si procede di persona all’acquisto dell’auto all’estero ci sono due cose da fare:

  • immatricolare ed assicurare il veicolo prima di partire dall’Italia, così da poter prender possesso dell’auto con targhe italiane e polizza già attiva
  • acquisire targhe straniere e assicurazione provvisoria (da 5, 10, 15 o più giorni) o una carta di circolazione estera fino all’arrivo in Italia dove si procederebbe all’immatricolazione standard

Una volta importato il veicolo in Italia, sarà necessario procedere anche con il pagamento del bollo che ha cadenza annuale e il cui costo dipende dalla cilindrata dell’auto.