Orologi

Le tecnologie non tradizionali e le nuove tecnologie

Qual è la differenza tra un orologio al quarzo ed un Eco-Drive?

Se la crisi del quarzo ha sconvolto l’industria mondiale dell’orologeria, portando la precisione di misura a nuovi traguardi e attivando l’implosione di una parte dell’industria tradizionale, l’ultimo ventennio non è di rilevanza inferiore anche se ha goduto di un’eco apparentemente inferiore.
Culturalmente, invenzioni come Accutron e Quarzo, la cui genesi risale al 1927 nel secondo caso, ad esempio, hanno goduto di una cassa di risonanza naturale. Il mondo come i nostri genitori lo avevano vissuto fino ad allora era in piena trance analogica, ed iniziava a scoprire i vantaggi dell’irruzione dell’elettronica nella vita comune; basti pensare all’esplosione della “Computer Science”.

Ammetto di nutrire invidia per chi ha vissuto questo passaggio epocale, che mio padre spesso descrive come un’epoca di fermento incredibile (e che ha investito anche l’orologeria); come dimenticare Giorgio Moroder, padre della moderna musica elettronica?
Alla stregua di un processo di assuefazione, siamo naturalmente portati a pensare che tutto ciò che accada successivamente ad un momento memorabile offra meno valore e rappresenti automaticamente una commodity, sebbene il tasso di rivoluzione sia superiore a ciò che è venuto prima. È oggettivamente difficile convincersi che un nuovo Accutron possa essere tanto rivoluzionario quanto quello che consentì ad un esploratore di misurare correttamente la superficie della Groenlandia! Mi sbaglio?

Lo studio del comportamento umano insegna che quando un soggetto è immerso in un contesto in cui tutto ciò che ti viene proposto è taggato come “novità”, la capacità di distinzione si affievolisce; il marchio è soggetto ad uno sforzo di comunicazione straordinario, ed al consumatore è richiesto uno sforzo di comprensione egualmente importante. La forza di una innovazione viene così diluita. Se un nuovo orologio giapponese continua a ticchettare con precisione, che differenza esiste, estetica a parte, tra un orologio al quarzo ed un Eco-Drive?

Per attrarre il mio ascoltatore appassionato, inizierei dicendo che il sistema a carica luce di Citizen ha durata pressoché infinita, si alimenta con la più piccola porzione di luce che il suo quadrante è in grado di catturare, e non ha bisogno di alcuna batteria. In epoca di rivoluzione verde, un Eco-Drive è una tecnologia green in voga da più di un lustro.

L’originale Bulova Accutron era un marchio-modello americano indipendente; il nuovo è un marchio indipendente che grazie alla forza del gruppo giapponese Citizen (che investe probabilmente in tecnologie elettroniche più di chiunque altro al mondo), ha introdotto la tecnologia elettrostatica tra gli orologi da polso. Poco importa se il progetto è durato dieci anni, un’eternità ai tassi di sviluppo attuali e con le tecnologie di cui disponiamo. La miniaturizzazione di una macchina elettrostatica non è concettualmente meno sfidante della riduzione delle dimensioni della grande macchina al quarzo inventata da Warren Morrison e sviluppata da Issac Koga.

Infine, vorrei spezzare una lancia a favore dello Swiss Made, troppo semplicisticamente e frettolosamente associato all’attributo “tradizione”. Niente di più falso. La vera rivoluzione la stanno facendo loro perché i moderni orologiai svizzeri hanno fatto una promessa ai progenitori; trasformare ed innovare.
Frederique Constant ha così trasformato tutto il sistema di regolazione tradizionale, che ha qualche secolo sulle spalle, in un unico elemento che oscilla ad altissima frequenza (40 Hertz) e non a caso lo ha nominato Monolithic, mentre un piccolo marchio indipendente, HYT Watches, ha anni fa creato il primo orologio al mondo che trasforma il moto di un fluido in un capillare in misurazione precisa di ore e minuti.