In pratica

Permuta auto: la guida completa

La permuta auto è un istituto legale in Italia, riconosciuto dall’articolo 1552 del Codice Civile. Questo potrebbe non essere utile ai più, ma sappiate che la permuta della vecchia auto è una delle pratiche più diffuse durante la compravendita di una nuova vettura. Nella nostra guida scandaglieremo tutti gli aspetti di questo istituto giuridico.

Che cos’è la permuta di un’auto?

Seguendo la definizione che ci viene fornita dal Codice, la permuta è un contratto che prevede il passaggio reciproco di un bene e della sua proprietà da un contraente a un altro. Il contratto che regolamenta l’istituto della permuta può essere banalmente associato a quello di una compravendita ma ci sono alcuni punti di differenza, che fanno divergere le cose in modo profondo. La differenza principale tra la vendita e la permuta è che nel secondo caso non è previsto il corrispettivo in denaro.

Perciò nella permuta, tassativamente, non esiste lo scambio di moneta, né sotto forma di contante né in quella elettronica o in altro titolo. Questo vuol dire che il suo funzionamento segue il meccanismo del baratto, uno scambio reciproco di beni. Per definizione abbiamo un reciproco scambio di un diritto di proprietà su una o più cose. Per quanto riguarda l’istituto della permuta dell’auto, la sostanza non è diversa, seppur concorrano ad esserci alcune differenze rispetto a quanto è indicato nel codice civile.

Nel codice civile, le spese vanno suddivise in modo paritario, mentre nel caso della permuta di un’auto le spese vengono attualmente scisse tra entrambi le parti del contratto, soprattutto quando la compravendita avviene tra privati. In questo caso, infatti, esiste un’ampia capacità elastica decisionale, che permette ai contraenti di gestire in autonomia le spese di passaggio.

Nella consuetudine è ormai diffuso che ognuna delle parti interessate al contratto paghi il passaggio della propria auto nuova, quindi ognuno dei contraenti si fa carico delle spese burocratiche previste per il suo mezzo.

Come funziona la permuta di un’auto?

In Italia vale ancora la norma secondo la quale il passaggio di proprietà di un mezzo è legato alla sua potenza. Se venisse applicata la legge alla lettera, sulla spesa totale del passaggio di proprietà, ogni contraente dovrebbe pagare la metà, invece basandosi su un calcolo della potenza del veicolo, i passaggi di proprietà non saranno mai paritari, ma avrà degli squilibri, con una parte costretta a pagare più di un’altra.

Questo esempio, riguarda la fattispecie di compravendita che avviene tra due privati, ma la formula più diffusa di permuta di un’auto è quella che avviene con l’acquisto di una vettura nuova.

Quali documenti servono?

Per dar vita all’istituto della permuta auto servono alcune pratiche burocratiche da sbrigare, quindi risultano fondamentali dei documenti, come:

  • Libretto di circolazione in copia originale o vidimata;
  • Assicurazione auto e bollo auto, entrambi con validità corrente;
  • Tutte le ricevute che attestano il buono stato e la buona manutenzione del mezzo;
  • Documenti validi che dichiarino eventuali modifiche al sistema meccanico della vettura, sostituzioni di parti meccaniche e quant’altro;
  • Chiavi dell’auto, possibilmente originali e complete del doppio mazzo.

L’atto della firma del contratto tra le parti deve prevedere tutti gli elementi che sono stati poc’anzi elencati, in caso dell’assenza di una di queste voci, la controparte potrebbe rinunciare allo scambio (specie tra privati) mentre, se si tratta di una permuta con un concessionario, quest’ultimo ha il diritto di rivedere al ribasso la stima indicata in precedenza in fase di contrattazione.

Conviene fare la permuta di un’auto?

Se conviene fare la permuta di un’auto? Non sempre è conveniente procedere con la permuta dell’auto, perché questo contratto di cessione ha numerosi vantaggi e svantaggi che devono essere valutati prima di procedere alla finalizzazione.

Tra gli elementi che sulla bilancia vanno a vantaggio della permuta, vi è soprattutto la riduzione dei tempi di attesa per la cessione del mezzo. Vendere l’auto di proprietà in cambio di uno sconto su una vettura nuova permette di fare un passaggio contestuale e senza lunghe attese, che quindi permette di arrivare al punto di usare velocemente il mezzo acquistato.

Sul pianto degli svantaggi, la stessa riduzione dei tempi ha un lato negativo, ossia una valutazione inferiore rispetto a quella che si potrebbe ottenere optando, per la vendita del proprio usato in modo diretto. Le vendite tra privati, infatti, sono una soluzione ottimale per chi vuole avere una valutazione migliore del proprio mezzo, ma richiedono più tempo e dispendio di energie che non sempre si è disposti a un sacrificio come quello.

Per la convenienza della permuta bisogna essere consapevoli del fatto che cedendo una vettura con una potenza più bassa rispetto a quella che si riceve si paga un passaggio di proprietà più elevato, e qualora si pensasse che quella cifra sia giustificata dal valore dell’auto, allora non sorgono questioni problematiche. Tuttavia è consigliabile pensare un momento in più e, magari, scegliere un’altra soluzione, che può essere la permuta in un concessionario oppure la vendita.

Quello della permuta è un istituto che si sta fortificando con maggiore successo nel nostro Paese perché al cedente garantisce due vantaggi principali: sfoltimento delle tempistiche di vendita della vettura e sconto istantaneo sull’acquisto di un’auto nuova o usata presso un venditore. Di contro, i concessionari amano questo istituto poiché possono acquisire un’auto che poi possono reimmettere nel mercato per ottenere un guadagno, spesso notevole.

La permuta dell’auto è effettuata – solitamente – a tariffazione fissa da parte dei concessionari, soprattutto quando viene offerta come mezzo per ottenere uno sconto sull’acquisto di una vettura nuova. La permuta presso i concessionari difficilmente viene approvata per l’acquisto di una vettura con valore inferiore rispetto a quella ceduta.