Orologi

Quarzo o meccanico?

L'eterno dilemma e un pizzico di storia.

Se leggete almeno un buon articolo sugli orologi al giorno, saprete quanto il 1969 sia stato irripetibile per almeno due ragioni: la conquista della luna ed il debutto della tecnologia al quarzo. La storia è più ricca di aneddoti, intrecci e traguardi di quanto la vostra fantasia possa mai immaginare: a quasi quattrocentomila chilometri dalla terra un orologio meccanico, l’unico cronografo a carica manuale certificato dalla NASA, sancì la vittoria dell’orologio meccanico Swiss Made sulla diffusione della tecnologia digitale (un successo rafforzato con la missione Apollo 13). Curiosamente, sulla terra, un colosso giapponese presentò una tecnologia che le consentiva di minare la leadership storica dell’industria svizzera, quanto la crisi petrolifera ha rischiato di far fuori l’industria automotive.

Pochi sanno che il progetto Apollo 11 fece largo uso di una terza tecnologia, quella di Accutron, sviluppata dal marchio americano Bulova sulla base di un’idea di un ingegnere svizzero e che, ironicamente, la tecnologia al quarzo sviluppata da Seiko fu in realtà inventata da un americano molti anni prima! Non aggiungiamo, nel primo caso, complicazione a complicazione; le tecnologie non tradizionali saranno oggetto di un capitolo dedicato. Sembra però un rompicapo: Svizzera e Stati Uniti hanno scritto la storia durante una gita nello spazio, mentre Seiko Corporation ha trascorso gli anni a miniaturizzare una tecnologia inventata dall’americano Warren Morrison e lo ha fatto talmente bene da metterla al polso di milioni di persone ad un prezzo irrisorio.

Mentre il Moonwatch riempiva le prime pagine dei giornali di tutto il mondo, la precisa ed accessibile tecnologia basata sulla oscillazione di un quarzo colonizzava le vetrine dei negozi a livello globale e ad una velocità impressionante. In quegli anni l’industria svizzera si è trovata quindi ad un bivio, dividendosi tra chi è riuscito ad adeguarsi comprando e replicando la tecnologia (messa a disposizione dai giapponesi) producendo accessibili orologi al quarzo e chi ha invece insistito testardamente ed esclusivamente sulla formula originale, con la crisi di settore ed indotto che conosciamo.

Guardando al passato, osserviamo quella sfida tecnologica, culturale ed industriale in modo disincantato: gli orologi al quarzo sono sempre molto diffusi ma sono spesso relegati ad una commodity che occupa la parte bassa del mercato, offrendo tuttora una precisione che un moderno orologio meccanico non può vantare. Lo Swiss Made meccanico è tornato in auge dopo più di dieci anni e riempie oggi i sogni degli appassionati soprattutto quando si parla di certi marchi, delle loro storie e della fascia più lussuosa del mercato, ma il Giappone nel frattempo non ha abbandonato la sua filosofia, pur costruendo eccellenti orologi meccanici. Sia Seiko che Citizen offrono così anche il lusso dell’orologio al quarzo che può raggiungere svariate migliaia di Euro nelle versioni solo tempo attraverso i marchi di lusso Grand Seiko o The Citizen (marchio premium di Citizen, non disponibile sul mercato europeo) senza negare le origini popolari e “cost-based” della tecnologia.

Ma c’è quarzo e quarzo, così come c’è orologio meccanico ed orologio meccanico, sia esso a carica manuale od a carica automatica. La storica equazione “orologio preciso ed economico” è una parte della narrazione originale ed i marchi giapponesi, accanto a quelli svizzeri che ne hanno assimilato e sviluppato la tecnologia (pensiamo al VHP di Longines, marchio svizzero storico che più ha creduto nel quarzo), stanno investendo per raccontare quanto una tecnologia avanzata possa essere anche molto pregiata e richiedere un livello di impegno diverso ma non inferiore a quello richiesto alle mani di un orologiaio impegnato a decorare i ponti di un cronografo automatico.