Orologi

Vintage: opportunità o rischio?

Il richiamo di un'eleganza ed un gusto inarrivabili.

C’è un’ombra minacciosa che si aggira tra gli uffici del marketing dei marchi di orologeria, creando non poche preoccupazioni: quell’ombra ha il nome di orologeria vintage e molti marchi svizzeri (e non) con una lunga storia si stanno affrettando a trasformare quella minaccia in opportunità.

Il culto del vintage è uno dei fenomeni più dirompenti degli ultimi anni, di cui si parla poco al di fuori della nicchia di mercato, ma è in verità un argomento centrale che si interseca tra l’altro con quello di investimento. È interessante notare che, in buona sostanza, il fenomeno è stato alimentato da quei marchi che, rinnegando a più riprese il loro DNA sacrificandolo sull’altare dei profitti, hanno spinto masse di appassionati verso il lido della tradizione.

L’universo dell’orologeria vintage é la prova che esiste una vasta popolazione, soprattutto nei mercati più maturi, che non accetta la conversione al moderno e preferisce gli orologi come erano fatti al tempo in cui calibri a carica manuale, cronografi raffinati e dimensioni entro i 40 mm erano la norma e nella norma era anche il prezzo di vendita rapportato al periodo storico di riferimento (tendenzialmente, ma genericamente, possiamo immaginare un arco che va dagli anni 40 agli anni 70). Questo periodo storico è stato contraddistinto da uno sviluppo incredibile su terra, mare, cielo.

In uno scenario che include ricercatissimi cronografi Universal Genève ed i più accessibili, ma non per questo meno pregiati, Devil Diver di Bulova, per citare due esempi, esiste una pletora di orologi che hanno segnato le corse automobilistiche e le esperienze nello spazio, i primi voli translatlantici come le scalate delle vette più alte e celebrato più di una rivoluzione culturale e stilistica. La maggior parte dei modelli usciti dalle fabbriche di tutto il mondo vantavano uno spessore tecnico elevato ed una piccola quota di marketing, nel mix.

Opportunità o rischio, come cita eloquentemente il titolo? Personalmente, sono per natura incline ad osservare il futuro, sebbene un marchio con una lunga storia non possa dimenticare cosa ne abbia costruito il successo nei lustri. L’orologio vintage conserva un sapore di “autentico” di cui difetta sovente la proposta moderna. Acquistare però un Longines d’epoca o un crono Enicar è come teletraspostarsi in un’epoca tanto affascinante quanto pericolosa se non si è esperti in materia, e chi propone l’orologio vintage è una fonte attendibile e certificata. Vintage non fa rima con migliore, la tecnologia ha compiuto passi da gigante e bisogna accettare di non poter ricaricare un Lemania a carica manuale. Qui entra in gioco il marchio che dovrebbe cogliere l’opportunità offrendo una coerente edizione moderna del suo progenitore, mentre troppo spesso si fa trovare impreparato all’appuntamento.

Se, però, ormai quasi tutti i marchi corrono ad aprire gli archivi provando a rinverdire anche solo esteticamente il glorioso modello del passato, abbiamo la conferma che gli orologi di un tempo conservano un’eleganza ed un gusto inarrivabili. Dal punto di vista del mero acquisto, infine, gli orologi vintage includono un rischio di manomissione e manipolazione di cui è difficile accorgersi.