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Start and Stop: cos'è e come funziona

Un sistema per ridurre i consumi della tua auto

Da quando ridurre consumi ed emissioni è diventato un obbligo, più che una scelta, lo start and stop è passato da optional curioso a presenza fissa su praticamente tutte le auto nuove. Non solo: oggi spesso non puoi nemmeno scegliere di non averlo. Fa parte del pacchetto, perché è uno degli strumenti più semplici ed efficaci che i costruttori hanno per abbassare i valori di CO₂ omologati. Ma al di là delle normative, lo start and stop è davvero utile? E soprattutto: come funziona davvero?

Cos’è e come funziona lo start and stop

Il concetto è semplice: se l’auto è ferma, il motore si spegne. Quando devi ripartire, si riaccende automaticamente. Succede, per esempio, al semaforo o nel traffico. Invece di restare al minimo consumando carburante inutilmente, il motore viene spento e riavviato nel momento in cui serve. Non è una tecnologia nuova — esiste dagli anni ’70 — ma è diventata davvero diffusa solo negli ultimi 10-15 anni, quando le normative europee sulle emissioni hanno iniziato a stringere. Oggi il sistema è molto più evoluto rispetto ai primi esempi. Sulle auto con cambio manuale il motore si spegne quando ti fermi e metti in folle, mentre si riaccende appena premi la frizione. Sulle automatiche fa tutto da solo: si spegne quando ti fermi e riparte non appena rilasci il freno.

Nei sistemi più recenti, soprattutto quelli abbinati a motori mild hybrid, lo spegnimento può avvenire anche prima che l’auto sia completamente ferma, nelle ultime fasi di rallentamento. È un dettaglio, ma serve a limare ancora qualche grammo di CO₂.

Perché lo montano tutte le auto

Il motivo principale è uno solo: consumi ed emissioni. Spegnere il motore quando non serve permette di ridurre il consumo di carburante, soprattutto in città. In condizioni ideali si può arrivare anche a un risparmio vicino al 10%, ma nella guida reale il beneficio dipende molto da quanto traffico si fa. Il vantaggio, però, non è solo per chi guida. Per i costruttori è uno strumento fondamentale per abbassare i valori medi di emissioni della gamma, senza dover intervenire in modo pesante su motori e piattaforme. In pratica, è una delle soluzioni più semplici — e meno costose — per rispettare i limiti europei.

I limiti dello start and stop

Non è tutto perfetto, però. Il primo limite riguarda la batteria. Un’auto con start and stop richiede una batteria più robusta (di solito AGM o EFB), perché deve sopportare molti più cicli di avviamento rispetto a un’auto tradizionale. Questo significa anche costi più alti quando arriva il momento di sostituirla. Anche il motorino di avviamento (o il sistema equivalente nelle mild hybrid) è progettato per lavorare molto di più, proprio perché il motore viene acceso e spento continuamente. Poi c’è la questione del comfort. Anche se i sistemi moderni sono molto rapidi, un leggero ritardo alla ripartenza si avverte sempre, soprattutto sulle auto meno raffinate. Parliamo di frazioni di secondo, ma in alcune situazioni può dare fastidio.

Quando non funziona (ed è normale)

Una cosa che spesso viene scambiata per un problema, in realtà non lo è: lo start and stop non si attiva sempre. Per funzionare, il sistema deve rispettare una serie di condizioni. Il motore deve essere in temperatura, la batteria sufficientemente carica, la climatizzazione non deve richiedere troppa energia e tutte le porte devono essere chiuse. Se uno di questi parametri non è rispettato, il sistema semplicemente non interviene. È una scelta voluta, per evitare di compromettere il comfort o l’affidabilità. Se invece smette di funzionare del tutto, il primo indiziato è quasi sempre la batteria. Anche quando l’auto si avvia normalmente, una batteria non più in perfetta forma può impedire l’attivazione dello start and stop.

Si può disattivare?

Sì, quasi sempre. La maggior parte delle auto ha un pulsante dedicato per disattivare lo start and stop, oppure un’opzione nel sistema di infotainment. C’è però un dettaglio importante: nella maggior parte dei casi la disattivazione non è permanente. Ogni volta che riaccendi l’auto, il sistema torna attivo. E anche questo non è un caso. Fa parte della logica con cui i costruttori devono omologare le emissioni: lo start and stop deve essere attivo “di default”.

Oggi è solo l’inizio

Con l’arrivo delle motorizzazioni mild hybrid, lo start and stop sta cambiando forma. In molti casi non è più un semplice “spegni e riaccendi”, ma parte di un sistema più evoluto che permette al motore di spegnersi anche in movimento e riaccendersi in modo quasi impercettibile. Il risultato è che quello che una volta era un sistema un po’ invasivo oggi è diventato molto più fluido. E soprattutto è destinato a restare, almeno finché i motori termici continueranno a esistere.