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E se prendessi un food truck per cambiare vita?

Con la bella stagione l'offerta del cibo di strada si moltiplica. Ecco cosa serve per comprare un furgoncino e iniziare questa attività

L’estate è la stagione dei viaggi, della vita all’aria aperta, dei festival, dei concerti e delle sagre di paese. Ma è anche il periodo in cui chi possiede un food truck vive il momento più impegnativo e redditizio dell’anno. I camioncini che distribuiscono cibo e bevande diventano protagonisti di piazze, lungomare e manifestazioni, attirando file di persone con hamburger gourmet, pizza, piadine, gelati artigianali, cucina messicana o specialità regionali.
Dietro quei furgoni colorati, però, spesso non c’è soltanto un’attività commerciale. C’è il progetto di chi ha deciso di cambiare vita, trasformando una passione per la cucina in un lavoro itinerante.

Negli ultimi anni il fenomeno dello street food è cresciuto in tutta Italia e, insieme ai grandi eventi dedicati al cibo di strada, è aumentato anche il numero di chi sceglie di mettersi in proprio. Rispetto all’apertura di un ristorante tradizionale, un food truck richiede generalmente un investimento iniziale più contenuto e offre una maggiore flessibilità. Si può decidere di seguire eventi, mercati, manifestazioni sportive o spostarsi nelle località turistiche durante la bella stagione, adattando il calendario alle occasioni di lavoro.

Come scegliere il mezzo giusto

La scelta del mezzo è uno degli aspetti più importanti e va fatta in funzione del tipo di attività che si vuole svolgere. Chi punta su caffetteria, gelati o crepes può orientarsi verso veicoli compatti come l’Ape Piaggio, economica da gestire e ideale per lavorare anche nei centri storici o durante gli eventi più affollati. Per una cucina completa, invece, i modelli più diffusi sono Fiat Ducato, Iveco Daily, Mercedes Sprinter e Renault Master, apprezzati perché offrono un vano di carico ampio, ricambi facilmente reperibili e una buona capacità di sopportare il peso delle attrezzature.

Anche dal punto di vista economico le possibilità sono molto diverse. Un mezzo da allestire permette di contenere il prezzo d’acquisto, ma richiede tempo e un investimento aggiuntivo per la trasformazione.
Un food truck già completo invece, consente di iniziare l’attività più rapidamente, spesso con attrezzature professionali già installate e impianti certificati. Prima dell’acquisto è comunque consigliabile verificare che l’allestimento sia omologato, controllare lo stato degli impianti elettrico e del gas, la presenza delle certificazioni e valutare con attenzione lo spazio realmente disponibile per lavorare.
Un banco di lavoro ben organizzato e una corretta disposizione delle attrezzature possono fare la differenza durante le ore di maggiore affluenza.

Cosa serve per avere un food truck

Naturalmente non basta acquistare un furgone, montare una piastra e iniziare a cucinare.
Per svolgere l’attività servono una partita IVA, l’iscrizione al Registro delle Imprese, la presentazione della SCIA al Comune competente e le autorizzazioni previste per il commercio su area pubblica.
A seconda dell’attività possono essere richiesti anche specifici requisiti professionali per la somministrazione di alimenti e bevande, oltre alla notifica sanitaria all’ASL.
Il veicolo, inoltre, deve essere omologato e allestito nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza previste dalla legge.

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