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Climatizzatore auto: quanto aumenta davvero i consumi?

In estate il climatizzatore è fondamentale, ma aumenta i consumi del veicolo.

Con il caldo estivo è difficile rinunciare all’aria condizionata in auto. Ma quanto incide davvero il climatizzatore acceso sui consumi di carburante? C’è chi sostiene che faccia aumentare la spesa anche del 20%, mentre altri ritengono che il suo impatto sia ormai trascurabile. Come spesso accade, la verità sta nel mezzo e dipende da diversi fattori.

Perché il climatizzatore fa consumare di più

Il climatizzatore non produce “freddo”, ma sottrae calore all’abitacolo grazie a un compressore. Nelle auto con motore termico questo componente è azionato dal motore stesso, che deve quindi sviluppare una maggiore potenza. Più energia serve per far funzionare il compressore, maggiore sarà il consumo di carburante.

L’effetto è particolarmente evidente quando si sale in un’auto rimasta per ore sotto il sole. Nei primi minuti il climatizzatore lavora al massimo della potenza per abbassare rapidamente la temperatura interna, richiedendo più energia rispetto a quando l’abitacolo ha già raggiunto il livello desiderato.

Di quanto aumentano i consumi?

Non esiste un valore valido per tutte le auto, ma in condizioni normali il climatizzatore comporta un incremento dei consumi compreso tra il 5 e il 10%. In situazioni particolarmente gravose, come traffico intenso, temperature esterne superiori ai 35 °C o abitacolo molto surriscaldato, l’aumento può arrivare anche al 15%.

L’impatto è più evidente nella guida urbana, dove il motore lavora spesso al minimo e il peso del compressore incide maggiormente. In autostrada, invece, il maggiore consumo legato al climatizzatore viene “diluito” dalla potenza già richiesta per mantenere elevate velocità di crociera.

E sulle auto ibride ed elettriche?

Nelle ibride e nelle elettriche il climatizzatore utilizza un compressore elettrico, indipendente dal motore termico. Questo non significa che sia gratuito: l’energia necessaria arriva comunque dalla batteria.

Tesla model S blu

Nel caso delle auto elettriche, l’uso intenso dell’aria condizionata può ridurre l’autonomia, ma nella maggior parte dei casi l’impatto è contenuto. In estate la perdita si aggira generalmente tra il 5 e il 10%, mentre è durante l’inverno, quando entra in funzione il riscaldamento, che i consumi possono aumentare in modo più marcato, soprattutto nei modelli privi di pompa di calore.

Come ridurre i consumi

Per limitare l’impatto del climatizzatore basta adottare qualche accorgimento. Prima di partire è utile aprire porte o finestrini per qualche secondo, così da far uscire l’aria rovente accumulata nell’abitacolo. Una volta in marcia è meglio impostare una temperatura intorno ai 24-25 °C, evitando di selezionare valori troppo bassi che costringono il sistema a lavorare inutilmente.

Anche parcheggiare all’ombra, utilizzare un parasole sul parabrezza e mantenere efficiente il climatizzatore con la regolare sostituzione del filtro abitacolo contribuisce a migliorarne il rendimento.

Vale la pena spegnerlo per risparmiare?

Nella maggior parte delle situazioni, no. Il risparmio ottenuto rinunciando all’aria condizionata è spesso limitato e viene compensato da un notevole peggioramento del comfort, soprattutto durante i lunghi viaggi estivi. Inoltre, alle velocità autostradali, viaggiare con i finestrini completamente aperti aumenta la resistenza aerodinamica e può far crescere i consumi anche più di un climatizzatore correttamente utilizzato.

La soluzione migliore è quindi usare il climatizzatore con criterio: mantenere una temperatura confortevole, evitare impostazioni estreme e ricordarsi di effettuare la manutenzione periodica dell’impianto. In questo modo si viaggia più freschi, più rilassati e con un impatto sui consumi generalmente contenuto.