Recensioni

Hyundai i20 N Line Carbon: prova su strada

Abbiamo messo alla prova la Hyundai i 20 N Line nella versione Carbon

Nonostante sia ormai in commercio da diverso tempo, la Hyundai i20 torna a far parlare di se. La fa introducendo a listino una versione speciale pensata esclusivamente per il mercato italiano. Si tratta della N Line Carbon, prodotta in appena 500 esemplari per omaggiare i primi dieci anni di attività della divisione N, ovvero il reparto sportivo del costruttore coreano. 

Dopo l’uscita di scena della i20 N, le varianti N Line rappresentano quelle più sportivo all’interno della gamma e sul mercato dell’usato è possibile trovare moltissimi esemplari della compatta asiatica. Con un budget compreso tra i 15.000 e i 20.000 euro è possibile mettersi un garage un esemplare con pochi anni sulle spalle e chilometraggi intorno ai 50.000 km. Se la si sceglie con il cambio automatico, poi, si può contare su tutta la comodità che questo tipo di trasmissione è in grado di regalare, senza rinunciare a quel tocco di sportività che il doppia frizione garantisce quando si ha voglia di “aggredire” qualche curva. Vediamo allora come è fatta la Hyundai i20 N Line, partendo proprio dalla versione Carbon che abbiamo avuto modo di mettere alla prova.

Hyundai i20: come è fatta

Dal punto di vista estetico le versioni N Line si differenziano dagli altri allestimenti presenti a listino, grazie ad una serie di inserti dedicati e derivati direttamente dalla più cattiva N. Le dimensioni restano quelle proprie del modello, con una lunghezza di poco superiore ai 4 metri. Nel frontale, quindi, spicca il paraurti con prese d’aria maggiorate, così come tutto nuovo è il paraurti posteriore, caratterizzato dalla presenza di un piccolo estrattore posizionato nella zona bassa. I cerchi sono in lega, anch’essi dal disegno specifico. La versione speciale Carbon, poi, si distingue per la presenza di una serie di elementi in carbon look su specchietti, splitter e minigonne laterali oltre che per la stirpe sul cofano, 

All’interno dell’abitacolo, invece, lo spirito sportivo del modello si esprime nella presenza di finiture rosse a contrasto, il volante in pelle e i sedili più profilati per assicurare un migliore contenimento del corpo in curva. Dal punto di vista tecnologico, invece, non mancano il quadro strumenti digitale con schermo da 10,25 pollici e il sistema di infotainment anche questo con display da 10,25 pollici. Quest’ultimo è semplice da utilizzare anche durante la guida: muoversi tra i vari menu è veloce e intuitivo e non manca nemmeno la compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto.

Hyundai i20: la meccanica

Ad alimentare la Hyundai i20 più sportiva a listino ci pensa un propulsore a tre cilindri sovralimentato tramite un turbocompressore da 1 litro di cilindrata, capace di sviluppare una potenza massima di 100 CV per 200 Nm di coppia. L’unità, poi, può essere abbinata al cambio manuale a sei rapporti o a un automatico a doppia frizione e sette rapporti, con tanto di paddle al volante. A contribuire al contenimento dei consumi c’è poi un sistema mild-hybrid, capace di contribuire alla spinta del tre cilindri nelle fasi di accelerazione.

Hyundai i20: come va

Su strada la Hyundai i20 risulta intuitiva ed equilibrata già dopo pochi metri. Merito di una messa a punto generale molto curata, che riesce a coadiuvare fluidità di guida e agilità senza compromettere il comfort. L’auto è piacevolmente reattiva, risponde bene a ogni impulso sul volante senza eccessivo rollio. I transitori sono contenuti e l’auto, per quanto abbia passo corto e schema “tutto-avanti” non si scompone mai. Anche forzando il ritmo, inoltre, l’elettronica consente di tornare sui binari senza interventi eccessivamente bruschi. Il motore, dal canto suo, spinge bene, coadiuvato nelle partenze e nelle accelerazioni da basse velocità dalla parte elettrica, che regala una dose extra di coppia per garantire maggior vivacità e per limitare i consumi che, in effetti, sono contenuti. La Casa dichiara 5,3 l/100 km e, nel corso della nostra prova, non ci siamo discostati molto da questi valori. Il computer di bordo indicava infatti 5,7 l/100 km. In tutto questo, il cambio doppia frizione regala cambi di marcia fluidi e quasi impercettibili. Soprattutto quando si viaggia ad andature turistiche. Un po’ di incertezza si percepisce invece quando si alza il ritmo. A questo punto risulta chiara l’impostazione verso l’efficienza più che verso le prestazioni pure. Ma la guida, seppur con qualche ritardo, resta piacevole. Nel caso, ricordatevi che c’è la modalità manuale e si può azionare il comando con le palette al volante.

Hyundai i20: su Subito Motori

È possibile trovare molti esemplari di Hyundai i20 con molte motorizzazioni. Per i più sportivi ci sono le varianti N da oltre 200 CV, ma per chi cerca qualcosa di più gestibile dal punto di vista dei costi, una N line come quella oggetto di questa prova (in allestimento Carbon o meno) può rappresentare una valida alternativa per divertirsi, ma con consumi contenuti. Il tutto con prezzi che in base all’anno e il chilometraggio vanno da circa 10 a 15.000 euro.