Immagini di auto al buio con i retronebbia accesi

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Retronebbia, sai come si usano?

Ecco cosa dice la normativa.

Imprescindibili d’inverno quando la visibilità può essere seriamente compromessa dagli eventi atmosferici, i retronebbia devono far parte per legge della dotazione di serie delle auto.


Così nel momento in cui sulla strada si fatica a vedere davanti a sé, l’accensione a catena dei retronebbia può evitare eventi spiacevoli.

Cosa sono i retronebbia?

La luce posteriore per nebbia, meglio conosciuta come retronebbia, ha il compito di accrescere la visibilità dell’auto in particolari condizioni atmosferiche. La luce può essere singola o doppia ed è sempre di colore rosso. Quando il retronebbia è singolo, può essere posizionato indifferentemente a destra, a sinistra o al centro del paraurti.

Che si tratti di un’auto sportiva, di un fuoristrada o di una vettura a vocazione cittadina, la presenza dei retronebbia è sempre obbligatoria per la legge italiana.

Come si attivano i retronebbia?

L’accensione dei retronebbia è vincolata a quella degli anabbaglianti, per cui non possono essere utilizzati quando la vettura ha gli anabbaglianti spenti.

Poiché si tratta di un equipaggiamento obbligatorio, in ogni vettura è presente un comando dedicato alla loro gestione. Nel caso in cui la vettura non fosse dotata di fari fendinebbia anteriori, l’individuazione del pulsante per i retronebbia è piuttosto immediata, mentre può sorgere qualche dubbio in caso contrario.


La differenza più evidente tra i tasti di retronebbia e fendinebbia sta nella diversa angolazione delle tre linee: nel primo caso esse sono orizzontali, nel secondo leggermente inclinate verso il basso. Inoltre i simboli presenti nel pulsante per i retronebbia e per i fendinebbia hanno posizioni invertite, con l’ovale del faro che è posto, nel primo caso, a sinistra anziché a destra delle tre linee.

Un valido ausilio per capire in modo immediato se è stato premuto il tasto corretto arriva dal quadro strumenti: se la spia accesa è di colore giallo allora sono stati attivati i retronebbia, se è verde sono stati accesi i fari fendinebbia anteriori.

Quando bisogna utilizzare i retronebbia?

I retronebbia vanno utilizzati in caso di forte nebbia, piogge intense, fitte nevicate o, più genericamente, con visibilità inferiore ai 50 metri. Negli altri contesti i retronebbia possono compromettere la sicurezza degli altri automobilisti, dal momento che la luce da loro prodotta è piuttosto intensa e può infastidire chi sopraggiunge, generando situazioni di pericolo che possono sfociare in incidenti.


La legge non stabilisce obblighi in merito all’utilizzo dei retronebbia. Spetta all’automobilista capire quando è il caso di utilizzarli, tenendo sempre a mente che la loro utilità è quella di farsi scorgere in lontananza dalle altre automobili in condizioni di visibilità scarsa. Se usati quando non necessario, come in caso di lieve foschia, possono risultare fastidiosi per gli altri e trasformarsi in dispositivi potenzialmente pericolosi, dal momento che la loro luce rossa potrebbe essere scambiata per un avviso di frenata, con conseguenze immaginabili per le vetture che seguono.

In definitiva, in città non è quasi mai necessario attivarli.

Cosa dice la legge sull’utilizzo dei retronebbia?

La legge italiana, come quella della maggior parte dei Paesi europei, obbliga i costruttori a dotare i veicoli di luci retronebbia, per cui in Italia non può essere acquistato un veicolo che ne è privo, né questi possono essere proposti come dotazione a pagamento. 

Il Codice della Strada non prevede degli obblighi per quanto riguarda l’accensione dei retronebbia. In caso di dubbio, consigliamo di valutare se si riescono a vedere le luci di posizione dei veicoli che precedono. Se sì, è meglio tenere spenti i retronebbia della propria vettura.

Quali sono le sanzioni in caso di non utilizzo dei retronebbia?

Esiste solamente una norma che può essere applicata al caso dei retronebbia, ed è quella che punisce coloro che utilizzano in modo sconsiderato le luci posteriori: la sanzione è compresa tra gli 84 ed i 335 euro, a seconda della gravità della condotta illecita.

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