Incentivi moto e scooter 2026: tornano i bonus
Tornano anche nel 2026 gli incentivi per moto e scooter e non sono solo per i modelli elettrici
Anche in questo 2026 ci sono incentivi statali dedicati al mondo delle due ruote. I nuovi fondi, rifinanziati all’interno del fondo Ecobonus nazionale, puntano a sostenere il ricambio del parco circolante di moto e scooter, con particolare attenzione ai modelli elettrici, ma senza escludere del tutto le motorizzazioni tradizionali di ultima generazione. La struttura del contributo ricalca quella già vista negli anni precedenti, confermando quindi un doppio binario: da una parte i veicoli a zero emissioni, dall’altra i modelli termici omologati Euro 5 (considerati a basse emissioni).
Bonus più alti per l’elettrico
Come prevedibile, la quota più consistente degli incentivi resta destinata a scooter e moto elettriche. Il contributo statale copre una percentuale del prezzo di acquisto, con importi più elevati in caso di rottamazione di un veicolo vecchio. In linea con gli schemi precedenti, il bonus può arrivare fino al 40% del prezzo (entro un tetto massimo prestabilito) se si rottama un mezzo inquinante, mentre senza rottamazione la percentuale scende ma resta comunque significativa. L’obiettivo è duplice: favorire la mobilità urbana a zero emissioni e accelerare l’uscita di scena dei ciclomotori più datati, ancora molto diffusi nelle grandi città.

Incentivi anche per benzina Euro 5
Il 2026 conferma però un approccio più pragmatico rispetto al solo elettrico. Una parte dei fondi resta infatti destinata anche a moto e scooter con motore termico Euro 5, purché a basse emissioni.In questo caso il contributo è più contenuto ed è legato quasi sempre alla rottamazione, ma rappresenta comunque una forma di sostegno per chi non è ancora pronto al passaggio all’elettrico, sia per costi di acquisto sia per limiti infrastrutturali. Ma scendiamo nel dettaglio.
Fondi divisi per categorie
Il fondo incentivi viene suddiviso per tipologia di veicolo, includendo ciclomotori 50 cc, scooter di cilindrata superiore e motocicli veri e propri. Una ripartizione pensata per evitare che una sola categoria esaurisca rapidamente le risorse disponibili, come accaduto in passato soprattutto, con gli scooter elettrici da prezzo più contenuto.Resta quindi centrale il fattore tempistiche: come ogni anno, i bonus vengono assegnati fino a esaurimento fondi e richiedono prenotazione tramite piattaforma ministeriale da parte dei concessionari.

Garantire continuità dei volumi di vendita
Gli incentivi 2026 arrivano in un momento di mercato particolare. Dopo il boom post-pandemia, il settore due ruote sta vivendo una fase più stabile, ma resta trainato dalla mobilità urbana e dall’ultimo miglio.Il sostegno pubblico potrebbe quindi rilanciare soprattutto gli scooter elettrici, ancora frenati da prezzi mediamente più alti rispetto agli equivalenti termici. Allo stesso tempo, gli incentivi sugli Euro 5 aiutano a mantenere dinamico il mercato tradizionale, evitando un passaggio forzato che rischierebbe di rallentare le vendite complessive.
Una transizione graduale
La logica che guida gli incentivi 2026 è simile a quella vista nel settore auto: accelerare l’elettrificazione senza bloccare il mercato. Da qui la scelta di continuare a finanziare, seppur in misura minore, anche le motorizzazioni termiche più efficienti. Per chi deve acquistare uno scooter o una moto nei prossimi mesi, il consiglio resta lo stesso di sempre: monitorare l’apertura della piattaforma Ecobonus e muoversi rapidamente, perché le risorse — soprattutto quelle dedicate all’elettrico — tendono a esaurirsi in tempi molto brevi.