Bonus colonnine 2026: ecco come avere fino a 1.500 euro
Chi giuda un'auto elettrica può richiedere il bonus colonnine. Ecco a quanto ammonta, come fare richiesta e chi può averlo
Chi guida un’auto elettrica e ha la possibilità di ricaricarla a casa può ridurre sensibilmente il costo necessario per installare una wallbox. Sono infatti aperte le domande per il Bonus colonnine domestiche 2026, il contributo statale destinato a privati e condomìni che acquistano e installano un’infrastruttura per la ricarica dei veicoli elettrici.
L’incentivo copre l’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 1.500 euro per le persone fisiche e di 8.000 euro per gli interventi effettuati sulle parti comuni dei condomini. Per il 2026 il Governo ha stanziato 15 milioni di euro, mentre complessivamente il programma mette a disposizione 68 milioni fino al 2030.
Bisogna sbrigarsi
Conviene però non aspettare troppo. Le richieste vengono infatti ammesse all’istruttoria seguendo l’ordine cronologico di presentazione e il contributo viene riconosciuto fino all’esaurimento delle risorse. A soli due giorni dall’apertura dello sportello erano già stati impegnati circa 4,33 milioni di euro, mentre al 29 settembre la disponibilità risultava scesa a circa 8,53 milioni di euro sui 15 milioni iniziali.
Formalmente c’è comunque tempo fino alle 12:00 del 31 gennaio 2027 per presentare la richiesta relativa al 2026. Sono ammesse le infrastrutture la cui installazione viene completata tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026.

Quali spese vengono rimborsate
Il bonus non riguarda soltanto il prezzo della wallbox. Tra le spese ammesse rientrano anche l’installazione, gli impianti elettrici e le eventuali opere edili strettamente necessarie, i dispositivi di monitoraggio, la progettazione, la direzione lavori, la sicurezza, i collaudi e anche i costi per una nuova connessione alla rete elettrica tramite l’attivazione di un nuovo POD.
Facciamo un esempio. Se tra wallbox e installazione si spendono 1.500 euro, il contributo può arrivare a 1.200 euro, lasciando a carico dell’automobilista soltanto 300 euro. Con una spesa di 2.000 euro, l’80% sarebbe pari a 1.600 euro, ma entrerebbe in gioco il tetto previsto per i privati: il rimborso massimo resterebbe quindi di 1.500 euro.
Attenzione anche alla scelta del dispositivo. La colonnina deve essere nuova di fabbrica, di potenza standard, conforme ai requisiti previsti da ARERA e presente nell’elenco ufficiale dei dispositivi di ricarica domestica pubblicato dal GSE e valido al momento della domanda. Per i privati deve inoltre essere destinata esclusivamente all’uso personale e non essere accessibile al pubblico.

Come presentare la domanda
La richiesta si presenta esclusivamente online attraverso la piattaforma di Invitalia, accedendo con SPID, CIE o CNS. È inoltre necessario disporre di un indirizzo PEC attivo. Le spese devono essere documentate e pagate con strumenti tracciabili: non sono invece ammesse quelle sostenute tramite finanziamento.
Il bonus rappresenta quindi un’opportunità interessante soprattutto per chi ha già deciso di. Ma, considerando il ritmo con cui le risorse stanno diminuendo, in questo caso oltre al rispetto dei requisiti potrebbe contare anche la rapidità con cui viene presentata la domanda.