Distanza di sicurezza
Come calcolare la distanza dalla macchina davanti?
Ti stai chiedendo che cosa sia la distanza di sicurezza e a che cosa serva? In questa guida ti aiutiamo a capire tutto quello che si deve sapere sulla distanza di sicurezza, sfatando anche alcuni falsi miti e alcune dicerie che la riguardano.
Che cos’è la distanza di sicurezza?
La distanza di sicurezza è la distanza che ogni veicolo deve mantenere da quello che lo precede, per potersi arrestare, quando necessario, senza andare incontro a un tampomento. Nel calcolo della distanza di sicurezza bisogna tenere in considerazione alcuni passaggi, come ad esempio:
- la prontezza dei riflessi del conducente (tempo di reazione);
- il tipo e lo stato di efficienza del veicolo (freni, pneumatici, ABS);
- la velocità;
- la visibilità e le condizioni atmosferiche;
- le condizioni del traffico;
- la pendenza della strada e le caratteristiche e condizioni del manto stradale e l’entità del carico.
Per una visione più corretta della distanza di sicurezza si dovrebbe considerare come minimo l’equivalente della distanza percorsa in un secondo, ovvero nel tempo mediamente impiegato per decidere se l’accensione dello stop del veicolo che precede implica la necessità di una nostra frenata e quindi agire di conseguenza.
In questo calcolo si da per scontato che il veicolo davanti abbia uno spazio di arresto uguale a quello del veicolo che segue, ma per massima sicurezza bisognerebbe calcolare anche lo spazio di frenata effettivo del proprio mezzo.
Quanto deve essere la distanza di sicurezza?
Per avere un’idea giusta della distanza di sicurezza bisogna tenere conto che al raddoppio della velocità corrisponde uno spazio di frenata quadruplo, perciò è prudente non scendere mai (neanche nella fase iniziale di un sorpasso, quando cioè si inizia ad uscire dalla “scia” del veicolo che precede) al di sotto delle seguenti distanze dal veicolo che precede:
- Se si viaggia a 50 km/h si deve tenere una distanza di sicurezza di 25 metri, che corrispondono a due autobus;
- Se si viaggia a 90 km/h si deve tenere una distanza di sicurezza di almeno 60-70 metri;
- Se si viaggia a 110 km/h si deve tenere una distanza di sicurezza di 130 metri, che è più o meno la lunghezza di un campo da calcio;
- Se si viaggia a 130 km/h (limite autostradale), la distanza di sicurezza dovrebbe essere di circa 150-170 metri.
Oltre a quanto detto va aggiunto che se i freni non sono perfettamente efficienti, i pneumatici sono consumati e il veicolo è carico, lo spazio di frenata si allungherà di molto, e sarà quindi opportuno aumentare le distanze almeno della metà. Tali valori vanno aumentati drasticamente in caso di nebbia o scarsa visibilità.
Quando un asfalto è reso viscido dalla pioggia, questo comporta degli spazi di arresto superiori.
Il nostro Codice della Strada, attraverso l’articolo 149, dispone che durante la marcia i veicoli debbano tenere una distanza di sicurezza in grado di garantire l’arresto tempestivo.
Fuori dai centri abitati, per i veicoli cui sia vietato il sorpasso (come i mezzi pesanti sopra le 3,5 t), questa non deve essere inferiore ai 100 metri nei tratti dove vige tale divieto.
Infine quando sono in azione macchine sgombraneve o spargitrici la distanza di sicurezza non deve essere inferiore a 20 metri.
In caso di pioggia la velocità massima deve essere ridotta a 90 Km/h sulle strade extraurbane principali ed a 110 Km/h sulle autostrade, mentre la distanza di sicurezza va aumentata considerevolmente (dal 20 all’80%).
Come calcolare la distanza di sicurezza?
Un calcolo efficace da fare per ottenere la distanza di sicurezza che includa lo spazio di frenata su asfalto asciutto è: dividere la propria velocità espressa in km/h per 10 ed elevare il risultato al quadrato. Ad esempio: a 50 km/h si ottiene 25 metri ($5 \times 5$). A 70 km/h si ottiene 49 metri ($7 \times 7$). A 90 km/h il calcolo corretto suggerisce 81 metri ($9 \times 9$), un valore molto più sicuro dei 40 metri minimi.
Ad ogni modo, nella pratica le variabili sono molte di più ed è sempre opportuno mantenere un margine maggiore, tenendo conto che al raddoppio della velocità corrisponde uno spazio di frenata quadruplo. Bisogna tenere la massima concentrazione e viaggiare sicuri, sempre.
Quali sono i falsi miti sulla distanza di sicurezza?
La distanza di sicurezza è spesso circondata da malintesi. È importante chiarire che:
- L’osservazione dei fari nello specchietto è un indicatore empirico della distanza del veicolo che ci segue: se non li vediamo, il veicolo è pericolosamente vicino.
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Il calcolo “metà della velocità” (es. 50m a 100 km/h) non è un’invenzione fasulla, ma rappresenta lo spazio minimo di reazione. È un punto di riferimento utile, sebbene debba essere aumentato per includere la frenata.
- La “regola dei due secondi” NON è un falso mito: è in realtà uno dei metodi più affidabili consigliati dagli esperti di sicurezza stradale (Polizia e Scuole Guida) per calcolare una distanza che includa sia la reazione che un margine di manovra.
Questi metodi non vanno ignorati, ma integrati con la prudenza, poiché la legge (Art. 149 CdS) è punitiva: in caso di tamponamento, la responsabilità è quasi sempre attribuita a chi segue per non aver rispettato la distanza adeguata.
Foto di Kathy Marsh su Unsplash