Motori

Targhe personalizzate: ora si può anche in Italia

Targhe personalizzate in Italia: con una spesa di 600 euro si può scegliere la propria sigla

Colore, cerchi, allestimento: in Italia si può personalizzare quasi tutto della propria auto (entro i limiti di legge ovvio) e a breve si potrà fare lo stesso anche con la targa. In Italia la possibilità di scegliere lettere e numeri della propria auto potrebbe diventare realtà nel 2027. Il prezzo previsto è di 600 euro, ma prima di immaginare la combinazione perfetta bisognerà aspettare le regole applicative: la direzione è tracciata, i margini di libertà ancora no.

Una novità attesa dal 2002

La personalizzazione non nasce oggi. Era stata introdotta nel 2002, senza però diventare operativa per la mancanza delle norme attuative. Il meccanismo prevedeva la scelta di una combinazione disponibile, mantenendo lo schema con due lettere, tre numeri e altre due lettere. Lo schema del nuovo Codice della strada, approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre, sembra aprire a una maggiore libertà. Quanti caratteri si potranno usare e quali sequenze saranno ammesse resta però da chiarire.

Quanto costa e quando arriva

Per le auto sono previsti 500 euro per la coppia di targhe, ai quali aggiungere il 20% destinato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: totale, 600 euro. Per le moto il conto scende a 360 euro. Questi importi sostituiranno il costo delle targhe ordinarie al momento dell’immatricolazione. A produrle sarà il Poligrafico dello Stato, mentre il rilascio passerà dalla Motorizzazione. Inizialmente collocato nel 2028 insieme alle altre disposizioni del nuovo Codice della strada, il debutto dovrebbe essere anticipato al 2027, secondo quanto annunciato il 28 ottobre dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Serviranno comunque le disposizioni applicative.

La targa resta con l’auto

Il dettaglio da non trascurare è questo: personalizzata non significa trasferibile. La targa resterà legata alla vettura anche dopo la vendita o la permuta. Sull’auto successiva servirà quindi una combinazione diversa. Per i veicoli già circolanti, la possibilità è prevista soltanto in caso di reimmatricolazione dopo furto, smarrimento o deterioramento della targa.