Alcolock: cos'è e come funziona
Con il nuovo codice della strada arriva una nuova stretta per quanto riguarda l'abuso di alcol al volante. Ecco quindi come funziona l'alcolock
La stretta sulla guida in stato di ebbrezza passa anche dalla tecnologia. Con gli ultimi aggiornamenti al Codice della Strada, l’Italia introduce l’utilizzo dell’alcolock, il dispositivo che impedisce l’avviamento di un veicolo se il conducente ha bevuto oltre i limiti consentiti. Non si tratta di un obbligo generalizzato per tutti gli automobilisti, ma di una misura mirata che colpisce chi ha infranto la legge in modo – dichiamo così – grave. Tradotto: il dispositivo può essere imposto ai conducenti condannati per guida con tassi alcolemici elevati o recidivi.
In queste situazioni, per poter tornare a guidare durante il periodo di limitazione imposto dall’autorità, l’alcolock diventa di fatto obbligatorio e resta a carico del trasgressore, sia per l’installazione sia per la manutenzione. Il quadro normativo di riferimento è quello dell’articolo 186 del Codice della Strada: limite di 0,5 g/l per i conducenti “ordinari”, zero per neopatentati e professionisti. L’alcolock si inserisce quindi come misura accessoria, pensata per prevenire la reiterazione del reato più che per ampliare i controlli su tutta la popolazione automobilistica.
Come funziona l’alcolock
Dal punto di vista tecnico, il funzionamento è piuttosto intuitivo. L’alcolock è collegato al sistema di accensione del veicolo e integra un etilometro. Prima di avviare il motore, il conducente deve soffiare in un boccaglio: il dispositivo analizza il respiro e misura il tasso alcolemico. Se il valore è pari a zero – o comunque sotto la soglia di legge – l’auto può partire normalmente. In caso contrario, il sistema blocca l’accensione impedendo l’utilizzo del veicolo. I dispositivi più evoluti possono anche richiedere verifiche casuali durante il viaggio, registrare i tentativi di avviamento e segnalare eventuali manomissioni. Tutti i dati vengono memorizzati e possono essere consultati dalle autorità competenti in caso di controlli.

Installazione, costi e impatto sull’auto usata
L’installazione dell’alcolock deve essere eseguita da centri autorizzati, che collegano il dispositivo all’elettronica del veicolo senza modifiche strutturali invasive. Si tratta quindi di un intervento reversibile, che può essere rimosso al termine del periodo obbligatorio. Sul fronte costi, la spesa varia in base al sistema scelto e alla complessità dell’installazione, ma in genere si colloca nell’ordine di alcune centinaia di euro, a cui si aggiungono le tarature periodiche.
Per chi guarda al mercato dell’usato, è importante chiarire un punto: l’alcolock non è legato al veicolo ma al conducente. Non rappresenta quindi una dotazione che incide sul valore dell’auto o sulla sua commerciabilità, perché viene installato come prescrizione personale e può essere rimosso. Più che un accessorio, insomma, è uno strumento di prevenzione. E con l’evoluzione delle normative europee sulla sicurezza stradale, non è escluso che soluzioni simili possano diffondersi in futuro anche su base volontaria, ad esempio nelle flotte aziendali o nei servizi di mobilità condivisa.