Volkswagen Golf: l’auto che ha definito il concetto di compatta moderna
Regina delle classifiche europee dal '74
Se c’è un modello che più di altri ha segnato la storia dell’auto europea, quello è la Volkswagen Golf. Non solo per i numeri — enormi — ma per la capacità di aggiornare il concetto originario generazione dopo generazione restando sempre un punto di riferimento tra le compatte. Nata a metà Anni ’70 come erede del Maggiolino, la Golf ha rappresentato una vera rivoluzione rispetto all’auto che ha sostituito. Nello stile (tondeggiante il Maggiolino, squadrata la Golf), come nell’architettura tecnica, con il motore e la trazione passate davanti. Sul mercato dell’usato la Golf è ricercatissima per la sua estrema versatilità. Tralasciando le varianti di carrozzeria (cabrio e station wagon su tutte) che pure ci sono state, la due volumi tedesca è in grado di rispondere alle esigenze di un pubblico vastissimo. Con versioni sportive, varianti per neopatentati, motorizzazioni macina chilometri. C’è una Golf per ognuno, insomma, sia essa nuova o di seconda mano.

1974: la rivoluzione dopo il Maggiolino
Quando debutta nel 1974, la Golf rappresenta un’inversione di rotta epocale per Volkswagen. Il Maggiolino, con motore posteriore e trazione dietro, aveva dominato per decenni, ma il mondo stava cambiando. La Golf ribalta lo schema meccanico e lo veste con un corpo vettura super razionale. Nasce su una formula più moderna, pratica e sfruttabile, disegnata da Giorgetto Giugiaro, che firma linee pulite, tese e funzionali destinate a diventare un riferimento per tutto il segmento. È l’inizio di un nuovo standard per l’auto europea.

Tra GTI e GTD
La seconda generazione della Volkswagen Golf arriva nel 1983 e consolida il successo. Le versioni GTI, arrivate nel 1976) consolidano l’immagine della due volumi, che dimostra di saper andare anche forte. Compatte, leggere, brillanti: le GTI diventano l’archetipo delle “hot hatch”, le sportive utilizzabili tutti i giorni. Negli anni arrivano anche varianti iconiche come la GTD (anima sportiva ma motore a gasolio che debutta nel 1982) e le prime versioni a trazione integrale Syncro (poi diventata 4Motion), ampliando ulteriormente l’offerta e… il pubblico di riferimento.

Prove di maturità
Con la terza e quarta generazione la Golf cresce. Aumentano dimensioni, comfort, sicurezza e qualità percepita. Diventa sempre più un’auto trasversale, capace di mettere d’accordo famiglie, flotte aziendali e appassionati. È il periodo in cui Volkswagen rafforza la reputazione di solidità del modello, trasformandolo in uno dei riferimenti assoluti del Segmento C.

L’era delle piattaforme globali
Dalla quinta generazione in poi la Golf entra nella fase della globalizzazione industriale. Arrivano piattaforme modulari, elettronica avanzata, motori turbo benzina e diesel sempre più efficienti.
La sesta e la settima serie, poi, portano la compatta tedesca nell’era digitale, introducendo assistenze alla guida, infotainment evoluti e prime forme di elettrificazione leggera.

Tutte le alimentazioni che vuoi
Nel tempo la gamma si amplia proprio sul fronte dei powertrain ibridi. Accanto alle versioni tradizionali arrivano le Golf ibride plug-in, mild hybrid e anche del tutto elettriche. Nel 2014 arriva anche la Golf TGI, a metano. Si piazzano tutte a fianco delle sportive, che proseguono la stirpe. La Volkswagen Golf è stata per anni la vettura più venduta d’Europa. Oggi, giunta all’ottava generazione, deve fare i conti con un mercato profondamente cambiato, con un’attenzione tutta particolare ai SUV più che alle berline. Però la Golf, giunta all’ottava generazione, è ancora un’auto molto apprezzata. L’ultima della serie, in fondo, rappresenta un po’ una sintesi di quanto di buono ha mostrato in oltre 50 anni di carriera. Digitale, connessa, elettrificata, ma ancora fedele alla formula originaria: compatta versatile, adatta a ogni utilizzo.