Anniversari: i 60 anni della Lamborghini Miura
La Lamborghini Miura, uno dei modelli più iconici del costruttore emiliano compie 60 anni. Ecco la sua storia
Nel 2026 la Lamborghini Miura compie 60 anni. Un anniversario che non riguarda soltanto uno dei modelli più iconici della casa di Sant’Agata Bolognese, ma l’intero concetto moderno di supercar. Perché prima della Miura esistevano granturismo velocissime e raffinate, ma nessuna aveva ancora portato su strada — in modo così radicale — lo schema tecnico e l’impostazione stilistica tipici delle auto da corsa. Quando debutta a marzo del 1966 al Salone di Ginevra, la Miura non rappresenta semplicemente una nuova vettura. Ridefinisce ciò che un’auto stradale ad alte prestazioni può essere. Il motore V12 centrale montato trasversalmente, ispirato al motorsport, rompe con la tradizione delle GT a motore anteriore. La carrozzeria disegnata da Bertone accende l’emozione al primo sguardo, mentre le prestazioni — per l’epoca — sembrano quasi irreali. È, di fatto, la nascita della supersportiva moderna.

Lamborghini Miura: gli albori
La sua storia prende forma nella seconda metà degli anni Sessanta, quando Ferruccio Lamborghini ha già dimostrato di poter competere con Ferrari sul piano del lusso e delle prestazioni. Ma all’interno dell’azienda c’è un gruppo di giovani ingegneri — guidati da Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani, con il contributo del collaudatore Bob Wallace — deciso a spingersi oltre. Lavorano quasi di nascosto a una vettura rivoluzionaria, direttamente ispirata al mondo delle corse. Il cuore della Miura è un V12 da 3.929 cc derivato dal progetto di Giotto Bizzarrini, reso adatto all’uso stradale proprio dal team tecnico Lamborghini. Ha bancate a 60°, quattro alberi a camme e carburatori Weber quadrupli. Una delle particolarità più sorprendenti è l’installazione trasversale in posizione centrale, con motore, cambio e differenziale inizialmente racchiusi in un unico alloggiamento lubrificato in comune: una soluzione compatta e audace, poi evoluta nel corso della produzione.

Lamborghini Miura: il debutto
Quando il prototipo del telaio viene mostrato al Salone di Torino del 1965, ancora privo di carrozzeria, suscita un interesse enorme. La struttura in acciaio pesa appena 120 kg ed espone senza filtri l’architettura centrale del V12. A vestire quel telaio sarà la Carrozzeria Bertone, con il design firmato da Marcello Gandini: una linea bassissima, larga appena quanto serve, alta solo 105 centimetri, con fari a scomparsa “cigliati”, prese d’aria scolpite e proporzioni mai viste prima su un’auto di serie. Ma la rivoluzione è anche prestazionale. La prima Miura P400 eroga circa 350 CV, che diventano 370 sulla P400 S e arrivano a 385 CV sulla Miura SV del 1971. La velocità massima sfiora i 280 km/h, rendendola all’epoca una delle auto di serie più veloci al mondo. Lo 0-100 km/h richiede meno di 7 secondi, mentre il cambio manuale a cinque marce con griglia aperta e la totale assenza di elettronica restituiscono una guida fisica, impegnativa, ma purissima.

Lamborghini Miura: le evoluzioni
Nel corso della carriera il modello evolve proprio attraverso queste tre principali varianti. La P400 inaugura il mito, la P400 S introduce finiture più curate e miglioramenti tecnici, mentre la SV rappresenta la maturità del progetto, con carreggiate allargate, assetto affinato e prestazioni ulteriormente superiori. Oggi è anche la versione più ricercata dai collezionisti. La Miura non è solo un’auto veloce, ma un fenomeno culturale. Diventa simbolo della Swinging London, compare su copertine e film — celebre la scena iniziale di The Italian Job — e conquista star della musica e dello spettacolo. Il suo mix di design estremo, prestazioni e rarità contribuisce a definire l’immaginario stesso della parola “supercar”. La produzione si conclude nel 1973 dopo 763 esemplari complessivi costruiti a Sant’Agata Bolognese, un numero contenuto che oggi ne alimenta il valore storico ed economico. Accanto alle versioni di serie esistono prototipi, modelli di pre-produzione e pezzi unici, come la Miura Roadster realizzata da Bertone nel 1968. Nel 2006, invece, Lamborghini ne celebra l’eredità con la Miura Concept disegnata da Walter de’Silva. A sessant’anni dal debutto, la Miura resta molto più di una Lamborghini d’epoca. È la vettura che ha codificato l’idea moderna di supercar: motore centrale, design emozionale, prestazioni fuori scala e forte componente aspirazionale. Un modello che non solo ha segnato la storia del marchio, ma ha ridefinito per sempre i confini dell’auto sportiva stradale.