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Rottamazione con fermo amministrativo: cosa cambia

In Italia si discute una nuova legge che offre la possibilità di rottamare un'auto anche se sottoposta a fermo amministrativo. Ecco cosa cambia

Fino a ieri la risposta era sempre stata la stessa: un’auto con fermo amministrativo non si può rottamare. Anche se è ferma in garage da anni, anche se non vale più nulla, anche se è ormai da demolire, niente rottamazione. Prima si paga il debito, poi si cancella il fermo e solo dopo si può radiare il veicolo dal PRA.
Ora qualcosa cambia. Con l’entrata in vigore della Legge 14/2026 si apre finalmente alla possibilità di radiare per demolizione anche un’auto gravata da fermo amministrativo. Ma attenzione: non si tratta di un “liberi tutti” e non è una scorciatoia per evitare di pagare i debiti.

La novità riguarda esclusivamente la radiazione per demolizione. In altre parole, se il veicolo è inutilizzabile e destinato allo sfasciacarrozze, si potrà avviare una procedura per cancellarlo dal Pubblico Registro Automobilistico anche in presenza del fermo. Restano invece esclusi altri casi, come l’esportazione all’estero o altre forme di cancellazione.

Non è una procedura automatica e non si fa con un click. Serve un passaggio fondamentale: l’attestazione che il veicolo è effettivamente fuori uso. Il proprietario deve segnalare la situazione e sarà la Polizia Locale (o l’ufficio competente indicato dall’ente proprietario della strada) a verificare le condizioni del mezzo. Solo dopo il sopralluogo e il rilascio dell’attestazione si potrà procedere con la radiazione per demolizione.

Quanto costa

Un altro aspetto importante riguarda i costi. L’attestazione rientra tra i servizi a domanda individuale e le tariffe saranno stabilite dai singoli Comuni. A questo si aggiungono poi le spese del centro di demolizione e delle pratiche amministrative. Insomma, non è una procedura gratuita. C’è poi un punto che interessa molto chi sta pensando di cambiare auto: un veicolo con fermo amministrativo, anche se demolito grazie alla nuova legge, non può essere utilizzato per ottenere incentivi o bonus statali legati alla rottamazione. Niente ecobonus, quindi, né contributi pubblici.

Infine, il bollo. Una volta radiato il veicolo non si pagherà più il bollo per il futuro, ma eventuali arretrati restano dovuti. La radiazione non cancella i debiti fiscali già maturati. In sintesi, la nuova norma introduce una via d’uscita per chi ha un’auto ormai inutilizzabile e bloccata da un fermo amministrativo, ma non rappresenta una sanatoria. È uno strumento pensato per liberare definitivamente dal punto di vista burocratico veicoli senza più valore, non per aggirare i debiti.

 

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