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Revisione auto con impianto GPL scaduto

Cosa fare per essere in regolai

L’auto a GPL è una soluzione concreta per chi va alla caccia del risparmio, tuttavia una vettura alimentata in questo modo necessita di una manutenzione periodica alla quale non si può soprassedere. Viaggiare con un’auto dotata di impianto GPL con bombola scaduta comporta delle sanzioni e non solo. Vediamo in questa guida cosa può accadere.

Come funziona la revisione auto di una macchina a GPL?

Un’auto a GPL possiede un serbatoio che va periodicamente sostituito. Il serbatoio (la bombola) ha una durata massima di dieci anni, termine che decorre dalla data della prima immatricolazione (se l’impianto è della casa) o dalla data del collaudo dell’installazione (se l’impianto è stato montato successivamente).


Grazie alle semplificazioni normative (Decreto Semplificazioni), per la sostituzione del serbatoio GPL non è più necessario il collaudo fisico presso la Motorizzazione Civile.

Se i 10 anni sono trascorsi e il serbatoio GPL non è stato sostituito, non è possibile superare la revisione periodica ministeriale dell’auto, che risulterà con esito “ripetere” o “sospeso dalla circolazione” fino alla messa in regola dell’impianto.

Cosa succede in caso di GPL scaduto?

Quando il tempo dei 10 anni è scaduto, occorre rivolgersi a un installatore autorizzato. Non è più necessario presentare domanda in Motorizzazione per il collaudo se l’officina è abilitata alla certificazione diretta.
L’installatore rilascerà la dichiarazione di installazione a norma e il documento tecnico del nuovo serbatoio GPL che sottoscriva il rispetto dei parametri previsti dalla legge.


Questo snellimento burocratico ha eliminato le lunghe attese (anche di un anno) che un tempo affliggevano la Motorizzazione Civile, permettendo di regolarizzare la vettura in tempi molto brevi direttamente tramite l’officina o un’agenzia di pratiche auto. Mediamente un tagliando auto GPL costa tra i 50 e i 100 euro in più rispetto a quello classico. Rispettando gli intervalli di manutenzione indicati dal costruttore potrete mantenere il buono stato di salute delle valvole di aspirazione. Se l’auto è in buono stato generale, la sostituzione della bombola rappresenta una valida alternativa all’acquisto di un nuovo veicolo.

Quali sono le sanzioni?

Non è permesso mettersi alla guida con un serbatoio vecchio o uno nuovo senza prima aver fatto il collaudo, in quel caso il diritto alla circolazione del veicolo è sospeso fino al cambio della bombola dotata di targa che ne dimostri l’omologazione. La sanzione prevista dal Codice della Strada in caso di mancato rispetto delle scadenze ha un peso piuttosto importante, e oltre alla sanzione pecuniaria si può aggiungere il fermo del veicolo.


Viaggiare con un serbatoio non a norma mette a repentaglio l’incolumità pubblica, specialmente in caso di incidente. Inoltre, in caso di sinistro con impianto scaduto, l’assicurazione può esercitare il diritto di rivalsa. In caso di controlli stradali, la sanzione amministrativa può arrivare a circa 430 euro (Art. 78 CdS), cui si aggiungono il ritiro della carta di circolazione e l’obbligo di revisione straordinaria.

Cosa bisogna fare per mettersi in regola?

Per la procedura di sostituzione bombole GPL oggi la procedura è più snella:

  1. Rivolgersi a un’officina autorizzata che provvederà alla sostituzione fisica del serbatoio.

  2. L’officina rilascia la dichiarazione di installazione a norma e il certificato di conformità della bombola.

  3. Viene inviata la documentazione alla Motorizzazione (spesso telematicamente) per l’aggiornamento della carta di circolazione senza necessità di visita e prova (collaudo fisico), salvo casi particolari.

Per quanto riguarda i costi, in generale si parla di una cifra tra i 400 e i 600 euro, comprensiva di componenti, manodopera e aggiornamento documenti.


Per recuperare l’auto da un eventuale fermo amministrativo è necessario pagare le sanzioni e dimostrare l’avvenuta sostituzione e regolarizzazione dell’impianto.