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Riverniciare auto: quanto costa, norme e burocrazia

Riverniciare l’auto è una pratica diffusa, ma tuttavia presenta delle complessità che vanno comunque segnalate, come i vari costi che si devono affrontare in un’operazione del genere, e il lato burocratico che sicuramente non è da sottovalutare. In questa guida vi aiuteremo meglio a capire come funziona il mondo del cambio di vernice dell’automobile.

Quanto costa riverniciare l’auto?

Abbiamo detto che la prima complessità che si incontra in questa pratica, riguarda il costo dell’operazione. Questo perché il listino prezzi è decisamente vario, si può passare da circa 800-1.000 euro per una lavorazione parziale o economica fino a migliaia di euro (anche oltre i 7.000 euro per finiture speciali). Il prezzo è determinato da molti fattori, come il tipo di vernice da applicare alla propria auto.
Sono molti infatti i tipi di colore da poter usare, in primis vi sono quelli forniti dalla casa madre (dal costo più alto in generale) oppure dei semplici prodotti compatibili.


I colori più semplici sono chiamati smalti a strato singolo, per i quali occorre un lavoro di verniciatura semplice e non troppo impegnativo in termini di tempo. Sostanzialmente, si passa sopra la vernice originale un nuovo strato singolo di smalto e si lascia asciugare; una procedura economica ma meno resistente nel tempo.

Un secondo tipo di procedura vede l’uso dei colori della casa madre, solitamente metallizzati o lucidi. In questo caso il lavoro si sviluppa in due fasi che sono il colore (base opaca) e la finitura (trasparente protettivo). Successivamente viene applicato un sigillante per far assorbire questo tipo di verniciatura. Si tratta di una pratica diffusa e garantisce una protezione molto superiore allo strato singolo.

Il terzo tipo di verniciatura è più complessa, perché nella maggior parte dei casi vengono usati dei colori perlati o micalizzati. In tal caso il costo complessivo lievita, perché si tratta di miscele più complesse rispetto a una verniciatura lucida o metallizzata. Queste verniciature hanno spesso anche una funzione di protezione della vettura contro i fattori esterni e durano molto più a lungo rispetto agli altri tipi. Solitamente si trovano su auto di fascia alta, detta anche premium.

Quindi dopo aver analizzato il tipo di procedura e l’utilizzo di apposite vernici, un altro fattore determinante per il costo della riverniciatura è la dimensione dell’auto e quali parti di essa devono essere riverniciate. Una citycar necessita di una quantità di prodotto minore rispetto a una station wagon o a un SUV. Auto dalla grande mole richiedono più tempo e questo fa aumentare sensibilmente il costo complessivo del tutto.


In riferimento ai tipi di verniciatura disponibili, i colori premium e i lucidi richiedono molta più lavorazione rispetto agli smalti singoli richiedendo di fatto uno sforzo economico più alto. Ovviamente verniciare singole parti dell’auto, avrà un costo differente dalla verniciatura integrale, in più bisogna distinguere la verniciatura di parti interne da quelle esterne.

Per riverniciare le parti interne ci vuole più manodopera, perché oltre a tutti i lavori preliminari la vettura deve essere anche smembrata e poi ricomposta. Non si può non considerare altri lavori accessori che devono essere fatti, come un’opera di levigatura degli strati di vernice e la riparazione degli eventuali danno sulla carrozzeria stessa che hanno reso necessario l’intervento. L’ultimo passo che modifica il prezzo finale sono le garanzie offerte col servizio. In genere sulle vernici di più alta qualità, che richiedono più lavoro, sono offerti diversi anni di garanzia e servizi accessori.

Quali sono le norme da rispettare?

Abbiamo detto che un altro degli aspetti da tenere a mente quando si vuole effettuare la riverniciatura di un’auto riguarda anche l’aspetto burocratico della faccenda, infatti alla base ci sono delle norme da rispettare. Se si effettua la riverniciatura da soli, bisogna rispettare i parametri che riguardano le immissioni delle sostanze tossiche che si propagano tramite la vernice. Queste causano danni per chi pratica questa operazione, ma anche per chi risiede nelle vicinanze, i quali potrebbero agire nei confronti del verniciatore chiedendo i danni per eventuali danni procurati e, peraltro, presentare una querela per «getto di cose pericolose». In questi casi è meglio affidarsi a dei professionisti, leggasi le carrozzerie.


La legge non pone nessun limite alla riverniciatura dell’auto che, pertanto, può compiersi in piena libertà. Non serve effettuare una nuova immatricolazione del mezzo, né una comunicazione al Pra o alla Motorizzazione per il semplice cambio di colore, in quanto esso non è riportato sulla carta di circolazione. Il colore non è un elemento distintivo del veicolo neanche per le autorità, tant’è vero che, se in un eventuale verbale per violazione della strada non dovesse essere indicato il colore della vettura o dovesse risultare un colore sbagliato, la multa sarebbe valida indistintamente.

Tuttavia, chi si accinge ad eseguire la riverniciatura non può ricopiare i segni distintivi delle auto di polizia o delle pubbliche autorità. Per fare un esempio, non si può cambiare il colore della propria auto riproducendo quelle della polizia o della guardia di finanza. Anche riprodurre i simboli è altrettanto vietato e costituisce reato.

Se si cambia colore dell’auto cosa bisogna fare dal punto di vista burocratico?

Tutto ciò che non è espressamente previsto nelle caratteristiche costruttive del veicolo indicate dal Codice della strada e dai relativi regolamenti deve considerarsi illecito. In ogni caso, le eventuali “personalizzazioni” dovranno essere sottoposte al controllo della Motorizzazione solo se alterano la sagoma o i dispositivi di illuminazione.. Il tuning è consentito e non richiede autorizzazioni a patto che non si alteri, in larghezza, la sagoma dell’auto. Se viene installato sul veicolo uno spoiler, un alettone o qualunque altro dispositivo che non compromette le funzionalità della vettura e non arreca alcun pericolo per gli altri utenti della strada, si può agire in totale libertà purché il pezzo sia omologato e non presenti spigoli vivi.


In Italia le pellicole colorate (wrapping) non si possono applicare sui dispositivi luminosi (se ne alterano le caratteristiche), sulle targhe e sui finestrini anteriori o il parabrezza. Eccezioni sono concesse in fase di omologazione dell’auto da parte del Costruttore.

Se si applicano pellicole non omologate o che alterano le caratteristiche dell’auto (come oscurare i vetri anteriori), si rischia una multa che parte da circa 85 euro e può arrivare a oltre 430 euro con l’obbligo di ripristino dei luoghi. Quindi, ad ogni modo in alcuni casi di modifiche strutturali o funzionali serve il controllo della motorizzazione.