Scout speed: autovelox "invisibile"
Scopri tutto sul suo funzionamento
Probabilmente più temuto rispetto al classico autovelox, lo scout speed è uno strumento per la sicurezza stradale ingegnato e regolamentato in tempi recenti. Ospitato all’interno di alcune vetture delle forze dell’ordine, lo scout speed consente di rilevare la velocità dei veicoli che viaggiano nello stesso senso di marcia e in quello opposto anche di notte, grazie ai raggi infrarossi.
Cos’è e come funziona lo scout speed?
Molti definiscono lo scout speed un “autovelox invisibile”, definizione che nasce dalle caratteristiche che lo differenziano in modo marcato dagli altri rilevatori di velocità. Lo scout speed è un apparecchio dotato di un radar e di una telecamera che gli consentono di lavorare quando la luce naturale è sufficiente, quando invece non lo è sopperisce con l’aiuto di un illuminatore ad infrarossi.
La velocità del mezzo esaminato dallo scout speed, sia un’auto, una moto o un veicolo pesante, viene rilevata tramite effetto Doppler: il radar “colpisce” con una radiofrequenza a 34,7 GHz tutti i “bersagli” visibili e intercetta le onde riflesse, sottoponendo al computer la differenza tra le due frequenze.
Da questa differenza lo scout speed risale alla velocità del veicolo esaminato, elevando eventualmente la sanzione. Ciascun fotogramma dello scout speed contiene parecchie informazioni: data, ora e coordinate GPS della misurazione, velocità rilevata e limite di velocità in quel tratto, oltre naturalmente al codice identificativo dell’apparecchio, la targa dell’auto su cui è installato, l’ente accertatore e i nomi degli agenti.
Lo scout speed può archiviare fino a diecimila fotogrammi, equivalenti a duemila multe se si considerano cinque foto per sanzione, ed è pure capace in virtù del collegamento alla banca dati del ministero di appurare se il mezzo sottoposto a controllo è dotato di copertura assicurativa, è in regola con la revisione periodica, è gravato da fermo amministrativo oppure da una denuncia di furto.
Al pari delle altre apparecchiature per il controllo della velocità, anche dello scout speed deve essere verificata a cadenza annuale la rispondenza ai requisiti di fabbrica, tramite analisi eseguita da un laboratorio specializzato. L’informazione sulla taratura deve essere riportata sul verbale.
Cosa può fare lo scout speed rispetto ad un autovelox classico?
La differenza più importante tra lo scout speed ed il “classico” autovelox riguarda il fatto che quest’ultimo è tipicamente un apparecchio ben visibile agli automobilisti in transito, oltre che ben segnalato per legge.
Lo scout speed, invece, può essere all’interno di auto civetta, in vesti civili, risultando così impossibile da identificare per i veicoli in transito e, al netto della segnaletica verticale che per legge deve essere installata sui tratti in cui si può essere sottoposti a controllo dallo scout speed, non può essere identificato durante la circolazione.
La legge prevedrebbe in teoria la contestazione immediata della violazione, ma nella motivazione che giustifica la mancata contestazione immediata gli agenti si avvalgono nella maggior parte dei casi della norma che consente di derogare quando il veicolo da sanzionare è a distanza dal posto di accertamento e non può essere fermato “in tempo utile o nei modi regolamentari”, anche se la violazione potrebbe essere contestata. In altre parole quindi, nella maggior parte dei casi, ci si accorge della violazione solo al momento della notifica.
Lo scout speed inoltre, a differenza dell’autovelox, può essere utilizzato anche quando la vettura su cui è installato è in movimento. “Anche” perché tra le sue modalità di funzionamento ce n’è una che consente di utilizzarlo anche quando la vettura è ferma, quindi si rivela essere uno strumento parecchio poliedrico.
Altra differenza riguarda il fatto che lo scout speed può rilevare la velocità dei veicoli che procedono incolonnati in tre corsie, in entrambe le direzioni di marcia, e fino ad una velocità di 270 chilometri orari: i conducenti di coupé ad alte prestazioni e SUV sportivi sono quindi avvisati.
Dove si può trovare lo scout speed?
Il decreto ministeriale 139/07 veniva spesso interpretato nel senso che la segnalazione non fosse prevista nel caso di rilevazione della velocità con modalità dinamiche.
Tuttavia, la giurisprudenza recente e la Corte di Cassazione hanno stabilito che l’obbligo di presegnalazione vige per tutti i dispositivi di controllo della velocità, inclusi quelli dinamici come lo scout speed. Per modalità dinamica non è da intendersi solo l’inseguimento ma anche le altre modalità di accertamento eseguite con il veicolo degli organi di Polizia Stradale in movimento, a fianco, o nel verso di marcia opposto, della vettura del presunto trasgressore dei limiti di velocità. Anche in questi casi, la presenza del controllo deve essere resa nota agli automobilisti tramite cartelli o messaggi luminosi sui veicoli della Polizia.
In quali casi le multe con scout speed non sono valide?
Ci sono alcuni aspetti a cui ci si può appellare per inoltrare un ricorso verso una multa rilevata con lo scout speed.
Il primo riguarda la taratura dello strumento, che come visto sopra deve essere eseguita una volta l’anno, e la data dell’ultima revisione deve essere indicata all’interno del verbale. Qualora quindi si ricevesse una multa elevata con scout speed e la data dell’ultima rilevazione risalisse ad oltre un anno prima, la multa sarebbe automaticamente non valida e potrebbe essere impugnata.
C’è poi la questione riguardante la segnalazione. Nonostante alcune vecchie circolari ministeriali indicassero il contrario, i giudici oggi annullano sistematicamente le multe se non è presente la segnaletica di avviso. Essendo lo scout speed un rilevatore ben più itinerante di un autovelox mobile è pressoché impossibile notarlo al lavoro, ma la legge prevede che la strada in cui esso viene impiegato sia dotata dell’apposita segnaletica verticale o che l’auto civetta utilizzi dispositivi luminosi a messaggio variabile per avvisare del controllo in corso. In mancanza di segnaletica si può fare ricorso.
È possibile ricorrere al provvedimento anche nel caso in cui mancasse un’indicazione precisa del luogo della violazione, o quando questo risulti indeterminato: serve di conseguenza che sul verbale sia indicato l’esatto chilometro della strada in cui è stata rilevata la condotta illecita.