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Soppalco: cos’è, come costruirlo, norme

Una soluzione per ampliare gli spazi della tua casa

Il fascino degli spazi a doppia altezza sta nella creazione di una sorta di dimensione aggiuntiva, perfetta per incastrare funzioni che, già a livello concettuale, si sviluppano su piani diversi: l’aggiunta di un soppalco consente di far convivere lavoro e relax, servizi e socialità, all’interno di uno stesso volume, in una sovrapposizione che non produce ostacoli.

Cos’è un soppalco?

Dal punto di vista strettamente tecnico, il soppalco è un piano di calpestio sopraelevato rispetto al livello del pavimento e posto a una certa distanza dal soffitto. Si ottiene inserendo un setto orizzontale portante in modo da ricavare due ambienti all’interno di uno stesso vano.
Il setto in questione può essere collegato alla struttura preesistente oppure fare parte di un blocco autoportante, comprendente sostegni verticali montati ad hoc.

Il soppalco, accessibile tramite una scala, crea un punto di affaccio sulla parte sottostante del vano e, per rispondere ai requisiti di sicurezza, include un parapetto più o meno elaborato meno elaborato con un’altezza minima di norma non inferiore a 110 cm.
In termini di spazialità, l’introduzione di un livello sfalsato arricchisce la sintassi architettonica degli ambienti e sviluppa nuove connessioni, anche solo di tipo visivo, tra contesti funzionali distinti.

Naturalmente, ha senso parlare di soppalco negli interventi su edifici già esistenti, dotati di una dimensione compatibile e pensati in origine per includere ambienti distribuiti su un’unica quota: al contrario, la definizione potrebbe suonare stonata in riferimento a opere architettoniche progettate sfruttando una volumetria complessa, articolata sull’alternanza di piani sfalsati, sovrapposti a quote diverse in base a un disegno complessivo.

Bisogna inoltre tenere presente una distinzione fondamentale tra: soppalco abitabile (o con permanenza di persone), soppalco non abitabile (ripostiglio o d’ispezione) e soppalco realizzato tramite arredi. Il soppalco abitabile ha la stessa dignità funzionale di una stanza posta sul piano di calpestio del pavimento e, per consentire la permanenza prolungata di persone, deve possedere precise caratteristiche statiche e igienico-sanitarie. Per esempio, costruito in un’abitazione privata, il soppalco abitabile consente di ritagliare lo spazio per lo smart working “sopra” il soggiorno, senza produrre interferenze tra attività

Se invece l’elemento orizzontale che viene inserito per ritagliare una parte del volume del vano è un semplice setto che non rispetta le altezze minime per l’abitabilità, il risultato è una specie di ripostiglio in quota, ottimo per conservare vecchi documenti, l’attrezzatura sportiva o una collezione di volumi, ma privo del requisito fondamentale del soppalco abitabile, che incrementa la superficie utile dell’immobile.
Un caso a parte è rappresentato dai componenti di arredamento che riproducono la struttura del soppalco in versione semplificata o su scala ridotta: l’esempio tipico è il letto a soppalco, molto usato nelle camerette per ricavare uno spazio destinato ai compiti sotto lo strato che sostiene rete e materasso. Questi non necessitano di pratiche edilizie poiché considerati mobili. Esistono anche strutture-letto realizzate su commissione da artigiani, con elementi che ricreano l’effetto della sopraelevazione.

Quali sono le norme da rispettare per realizzare un soppalco?

Come accennato, un soppalco abitabile:

  • determina un incremento della superficie utile dell’immobile;
  • influisce sull’altezza della parte di vano sottostante, condizionandone luminosità e ricambio d’aria;
  • regge il peso degli arredi e delle persone.

Per quanto riguarda il quadro normativo, il proprietario che intenda costruire un soppalco (o montarlo, se si basa su una struttura prefabbricata) deve fare riferimento a tre livelli di regolamentazione:

  • nazionale (DPR 380/2001 e DM 5 luglio 1975);
  • regionale (disposizioni che integrano o modificano il Regolamento edilizio tipo)
  • comunale (Regolamenti di edilizia e igiene)

Le leggi prodotte da Stato, Regioni e Comuni devono essere coerenti allorché si trovano ad affrontare la stessa materia, come per esempio l’urbanistica e le costruzioni.
Le prescrizioni del Regolamento di edilizia comunale – cioè le norme più “vicine” a chi realizza un soppalco – possono fissare valori più o meno stringenti in totale autonomia, ma sempre in riferimento a parametri indicati dalla legislazione di livello superiore.

In virtù di questa stretta correlazione, se un valore di interesse (per esempio, una dimensione massima o la definizione di un certo tipo di intervento) non è reperibile nel Regolamento edilizio comunale, può essere adoperato il corrispondente valore previsto nel Regolamento di livello regionale.

Se anche la normativa regionale non fornisce le riposte ricercate, si risale fino alle leggi nazionali.

Quasi tutti i Comuni hanno inserito nei propri Regolamenti edilizi dei valori minimi per le altezze degli spazi posti sotto il soppalco abitabile e immediatamente sopra: di solito, i valori oscillano intorno a 2,20 m (2,40 m per lo spazio attrezzato a cucina o bagno). Se però un certo Comune non ha fissato altezze minime, e neanche la Regione di riferimento ha trattato la materia, i progettisti di un ipotetico soppalco devono reperire nella normativa nazionale i parametri di interesse, attingendo in particolare al DM 5 luglio 1975, che, per i locali abitabili fissa l’altezza minima a 2,70 m (2,40 m per bagni, disimpegni e corridoi). Tuttavia, molte leggi regionali permettono oggi deroghe fino a 2,40 m o anche 2,20 m per il recupero abitativo.

Con valori medi delle altezze determinate dall’inserimento del soppalco, la parte di stanza coperta sarà al massimo pari a 1/3 della superficie totale. In presenza di altezze notevoli, la parte soppalcata può arrivare a 1/2 della superficie totale. Se le aperture (finestre, lucernai) non sono sufficienti a garantire un rapporto aeroilluminante pari a 1/10 (o 1/8 a seconda del Comune), ne vanno aggiunte altre, mentre devono essere predisposti sistemi di aerazione per consentire il ricambio d’aria.

Come costruire un soppalco?

Per la necessità di disporre di ambienti alti quasi 5 m (2, 20 + 2,20 oppure 2,40 + 2,20), spesso i soppalchi sono scelti come soluzione per ex locali industriali, svuotati dai macchinari e riorganizzati come abitazione (loft). A volte sono adoperati negli edifici storici, per creare percorsi museali o blocchi di servizi, e nelle biblioteche pubbliche per aumentare la capienza di schedari e sale di consultazione.

I proprietari di abitazioni unifamiliari con vani a doppia e tripla altezza possono domandare al progettista di fiducia uno schema di riorganizzazione che sfrutti i soppalchi per ricavare nuovi spazi.
In base alla struttura dell’immobile, alle caratteristiche dell’arredamento e al gusto personale, si potrà scegliere di realizzare il soppalco in: legno, metallo o muratura. La costruzione di un soppalco in muratura che crea nuova superficie abitabile costituisce un vero e proprio intervento di ristrutturazione pesante, in quanto richiede l’integrazione di un nuovo blocco strutturale, modifica un vano preesistente e riconfigura l’immobile. Il progetto di un soppalco abitabile va affidato a professionisti abilitati che, prima della realizzazione, devono ottenere il titolo abilitativo corretto (Permesso di Costruire o SCIA) da parte del Comune.

Foto di Alexander Wark Feeney su Unsplash

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