La Tesla Roadster compie 20 anni: così ha cambiato per sempre la storia dell'auto
Nel 2006 la startup Tesla presenta il prototipo della Roadster, sportiva elettrica che per prima presenta una nuova idea di mobilità elettrica
Nel luglio del 2006, in un hangar dell’aeroporto di Santa Monica, una piccola startup californiana mostrò al mondo un prototipo destinato a cambiare il corso dell’automobile. Si chiamava Tesla Roadster e, almeno all’apparenza, sembrava soltanto una sportiva compatta derivata dalla Lotus Elise. In realtà rappresentava qualcosa di molto più grande: la dimostrazione che un’auto elettrica poteva essere desiderabile, veloce e capace di percorrere centinaia di chilometri con una sola ricarica. Vent’anni dopo, è difficile immaginare l’attuale mercato delle auto a batteria senza quella vettura, che ha contribuito a cambiare la percezione dell’elettrico ben prima dell’arrivo delle Model S, Model 3 e di tutti i modelli che hanno seguito.
Fino a quel momento le auto elettriche moderne erano considerate soprattutto mezzi sperimentali o cittadini, con autonomie limitate e prestazioni modeste. Tesla ribaltò completamente questa idea. La Roadster fu la prima auto elettrica di serie omologata per la circolazione a utilizzare celle agli ioni di litio e anche la prima a superare le 200 miglia (322 km) di autonomia con una ricarica, un risultato impensabile per l’epoca. La produzione iniziò nel 2008 e proseguì fino al 2012, con circa 2.450 esemplari costruiti.
L’intuizione “Lotus”
Gran parte del merito arrivava da una soluzione tanto semplice quanto efficace. Tesla non aveva ancora le risorse per progettare un’automobile completamente nuova e decise quindi di partire dalla Lotus Elise. Il telaio in alluminio fu modificato e rinforzato per ospitare il grande pacco batterie agli ioni di litio, composto da migliaia di celle cilindriche simili a quelle impiegate nell’elettronica di consumo, mentre la carrozzeria rimase in fibra di carbonio. Il motore elettrico, abbinato a una trasmissione monomarcia, permetteva accelerazioni degne di una sportiva tradizionale, ma soprattutto offriva una fluidità di marcia sconosciuta alle auto a benzina dell’epoca. Quella scelta tecnica dimostrò che le batterie agli ioni di litio potevano essere impiegate con successo anche su un’automobile ad alte prestazioni, aprendo la strada a tutta la generazione successiva di veicoli elettrici.

Cosa vuol dire comprare una Tesla Roadster oggi
Oggi la Roadster è diventata un piccolo oggetto di culto. Sul mercato dell’usato gli esemplari sono pochi e raramente restano a lungo in vendita. Le quotazioni variano sensibilmente in base all’anno, alla versione e al chilometraggio, ma in molti casi sono tornate vicine, o addirittura superiori, al prezzo di listino originale di circa 100.000 euro. Le versioni più ricercate sono le ultime Roadster 2.5 e soprattutto le Sport, oltre agli esemplari con percorrenze molto basse o appartenenti alle serie speciali prodotte negli ultimi anni di commercializzazione.
Al di là del valore economico, però, è il peso storico a rendere speciale la prima Tesla. Se oggi le auto elettriche competono con quelle a combustione in termini di prestazioni, autonomia e diffusione, una parte del merito va anche a quella piccola spider presentata vent’anni fa quasi come una scommessa. La Roadster non ha soltanto inaugurato la storia di Tesla: ha dimostrato all’intera industria automobilistica che l’elettrico poteva smettere di essere una curiosità tecnologica e trasformarsi in un’alternativa credibile.

Aspettando la nuova Roadster
Se la prima Roadster ha dato il via alla storia di Tesla, il suo successore è diventato uno dei modelli più attesi e, allo stesso tempo, più rimandati dell’industria automobilistica. Presentata come concept nel 2017, la nuova Roadster avrebbe dovuto arrivare sul mercato nel 2020, ma il progetto è stato rinviato più volte. Elon Musk continua a definirla una priorità e promette prestazioni fuori dal comune, con uno 0-100 km/h in meno di due secondi, oltre 1.000 km di autonomia e, nella versione più estrema sviluppata con SpaceX, persino piccoli propulsori ad aria compressa per migliorare accelerazione e dinamica di guida. A vent’anni dal debutto del primo prototipo, però, la Roadster resta ancora una promessa.