Second hand sempre prima scelta nel 2025
Un alleato solido contro l'incertezza economica
Scegliere l’usato non è più solo una tendenza, ma una vera e propria strategia che coinvolge ormai 28,2 milioni di italiani. Nel 2025, ben il 65% della popolazione ha dichiarato di aver acquistato o venduto oggetti di seconda mano, segnando una crescita di due punti percentuali rispetto all’anno precedente. Questo mercato non è solo una buona abitudine, ma una forza economica impressionante: con un valore di 27,2 miliardi di euro, la Second Hand Economy pesa oggi per l’1,2% del nostro PIL.
Per moltissimi di noi, l’usato è diventato ufficialmente la prima opzione d’acquisto. Il motivo? Un mix vincente di guadagno e risparmio, che ci permette di soddisfare i nostri desideri proteggendo il portafoglio.
Una pratica sempre più diffusa
Oggi la Second Hand Economy è una scelta di consumo consapevole che riesce a far dialogare il vantaggio economico con il valore etico. In un contesto in cui il costo della vita continua a salire, il mercato dell’usato si rivela un alleato concreto per il bilancio familiare.
I numeri parlano chiaro: nel 2025 più di 6 italiani su 10 sono stati attivi nel mondo dell’usato. Per la prima volta, questa pratica è diventata il secondo comportamento sostenibile più diffuso nel Paese, superando persino l’acquisto di lampadine a LED e posizionandosi subito dopo la raccolta differenziata.
Non è più un evento sporadico, ma un’abitudine consolidata: il 24% di chi acquista e il 23% di chi vende lo fa almeno una volta al mese, mentre oltre la metà degli italiani conclude un affare almeno ogni sei mesi.
Continua il “dominio” dell’online
Nel 2025 il web si conferma il cuore pulsante della compravendita: ben il 71% di chi sceglie l’usato lo fa online. Ma cosa ci spinge a preferire il digitale? La rapidità del canale conquista il 55% degli utenti, seguita dalla comodità di gestire tutto dal divano di casa (53%). Non solo, a fare la differenza sono anche l’infinita varietà di scelta (50%) e la possibilità di fare affari a qualsiasi ora, 24 ore su 24 (48%).
Oltre alla praticità, sta crescendo un fattore fondamentale: la sicurezza. Sempre più persone si affidano alle piattaforme digitali per sentirsi tutelate; oggi il 35% di chi compra e il 41% di chi vende sceglie l’online proprio per evitare brutte sorprese. È il segnale di un ecosistema che è diventato maturo, strutturato e capace di offrirci tutta l’affidabilità di cui abbiamo bisogno.
Cosa compriamo e vendiamo online?
Sia per chi compra che per chi vende, la categoria Casa & Persona è la regina assoluta (scelta dal 76% degli utenti).
Seguono a ruota il mondo dello Sport & Hobby, che attira oltre la metà degli acquirenti (52%), l’Elettronica e il settore dei Veicoli.


Se guardiamo invece agli oggetti specifici, la classifica si fa ancora più interessante e rivela un equilibrio quasi perfetto tra chi cerca e chi offre. Il settore di Abbigliamento e Accessori resta il più amato in assoluto, confermandosi al primo posto sia per gli acquisti che per le vendite, con un exploit del vintage che nel 2025 raggiunge ufficialmente i vertici delle preferenze. Subito dopo troviamo Libri e Riviste, una passione che non tramonta mai e che si mantiene stabile in seconda posizione. Il podio si chiude con il mondo di Arredamento e Casalinghi, a conferma di quanto la second hand sia ormai la via preferita per rinnovare e dare nuova personalità agli spazi in cui viviamo.

Second hand, prima scelta: un alleato contro l’incertezza
Il 2025 segna un punto di svolta: per il 68% degli italiani l’usato è diventato il punto di partenza.
Prima ancora di cercare il nuovo, si guarda alla Second Hand. In uno scenario di incertezza economica, questa non è più solo un’alternativa, ma una scelta strategica e consapevole, fondamentale per chi vuole gestire con attenzione il proprio budget senza rinunciare alla qualità.


Sebbene la sostenibilità resti un valore caro soprattutto ai più giovani, oggi sono il guadagno e il risparmio i veri motori del cambiamento: sono la motivazione principale per il 62% di chi acquista e la molla decisiva per il 42% di chi vende.
L’impatto sulla vita reale è straordinario: la Second Hand Economy sostiene concretamente il bilancio familiare del 59%.
Ancora più sorprendente è il dato di chi vende: per il 26% degli utenti rappresenta un aiuto economico tangibile, con un balzo di ben 12 punti percentuali rispetto al 2024. È la prova che vendere ciò che non usiamo più non è solo un modo per fare spazio, ma una risorsa attiva per le famiglie italiane.
Questi dati confermano quello che molti di noi sanno già: l’usato è il futuro, ed è un futuro che conviene a tutti. Che sia per per far quadrare i conti, per far del bene al pianeta o per esaudire un desiderio, la Second Hand è dalla tua parte.
*Realizzato da Ipsos Doxa per Subito a febbraio 2026, su un campione rappresentativo della popolazione italiana attraverso 2.001 interviste CATI + CAWI