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Sei come la mia chitarra

Ogni cosa ha un valore, quello che tu le dai.

La musica ci regala sempre delle illuminazioni. E Emanuela Drei, aka Giungla, lo sa molto bene.

A gennaio mi sono trasferita da Bologna a Milano.
È stato il mio primo vero trasloco e quando è arrivata l’ora di inscatolare tutto – ma proprio tutto – per farlo stare in un appartamento grande la metà mi sono dovuta liberare di un sacco di cose.

Ora che è tutto passato posso dire che è stato a suo modo anche catartico, ma principalmente mi sono resa conto con imbarazzo di quanto io avessi accumulato e addirittura dimenticato.
Così, una volta finita la sfacchinata, mi sono detta “d’ora in poi fai entrare nella tua vita solo quello di cui hai davvero bisogno o che abbia veramente significato per te”, o almeno vorrei provarci.

Soprattutto dopo questi mesi di lockdown in cui 50mq sono diventati il mio unico mondo, vedo questa strada a tutti gli effetti come una scelta da cui ripartire, importante anche per tutto quello che sta al di fuori delle mura di casa: un sistema ambiente sempre più fragile in cui non ci si può davvero permettere di sprecare.

Sono una musicista e mi capita di passare diverse ore online a studiare quale sarà il prossimo pedalino da avere assolutamente, a sognare il synth vintage che “un giorno sarà mio”…
Una perenne ricerca verso il prossimo suono, il prossimo strumento da portare in studio o sul palco, ma sempre sperando di risparmiare qualcosa, per cui guardare tra gli annunci dell’usato e inviarsi link tra amici-colleghi è all’ordine del giorno.

Su Subito, oltre ad una macchina fotografica analogica che porto sempre con me ovunque in tour, ho trovato un sampler fuori produzione che è una delle colonne portanti del mio setup e dei monitor per il mio home studio.
Forse proprio perché c’è qualcosa che ci lega inevitabilmente ai nostri strumenti, quella della “seconda occasione” è una possibilità che da musicista conosco molto bene; quando ho venduto una piccola tastiera ricordo la sensazione di vedere il sorriso di chi aveva appena trovato ciò che cercava e che l’avrebbe sfruttata molto più di me.
Altre volte invece qualcuno incuriosito dall’avermi appena venduto qualcosa mi ha scritto poi di essersi andato ad ascoltare la mia musica e di essere contento avessi io ora il suo strumento.

Riflettendoci, mi dico che d’ora in poi forse dovrei imparare a trattare molte altre cose che entrano ed escono da casa proprio con la stessa attenzione che avrei per una chitarra o un basso… così tra l’altro magari al prossimo trasloco me la caverei pure un po’ meglio.

“When I don’t have a guitar in my hands, I have no idea what I’m doing”
Emanuela Drei, one-girl band, cantante, chitarrista, scrive parla e vive di musica … Sorry di Musica.
GIUNGLA © Tom Porter