Areazione cucina: tutte le norme
Vivi la tua cucina in totale sicurezza
La cucina è un ambiente confortevole, ma altrettanto pericoloso, soprattutto se i fornelli funzionano a gas o se in essa è presente una caldaia. Tutti siamo a conoscenza della pericolosità delle fughe di gas, in particolare del monossido di carbonio, che è incolore e inodore, e delle tragiche conseguenze che possono comportare (crollo di edifici ed esplosioni). Per questo, è bene areare il locale con i fori nella muratura. Ma servono ancora? Sono obbligatori? Ecco cosa c’è da sapere sull’areazione cucina.
Qual è la normativa relativa all’areazione della cucina?
I fori di aerazione o ventilazione servono per fare affluire nel locale cucina tanta aria quanta ne occorre per regolare la combustione del gas e garantire il ricambio d’aria. L’obiezione è pensare che per questo basti la cappa, ma l’aspirazione di questa in mancanza di afflusso d’aria in cucina dall’esterno, può impedire la completa espulsione dei fumi o creare pericolose depressioni nel locale che potrebbero causare il rientro dei fumi da altri apparecchi a tiraggio naturale.
Per far sì che l’aria affluisca in modo continuo e permanente, la normativa UNI7129 del 2015 dispone che nella muratura vengano praticati due fori (uno almeno), che devono rispondere a precisi requisiti per essere in regola: avere una sezione netta di passaggio di almeno 6 cm² per ogni kW di portata termica installata, con un minimo di 100 cm².; se il piano cottura non è provvisto di termocoppia (dispositivo che impedisce la fuoriuscita del gas in caso di spegnimento della fiamma), è necessario praticare un ulteriore foro nella parte alta del locale per arrivare a una sezione minima di ventilazione di 200 cm².
Il secondo foro è spesso necessario per ovviare al problema dato dall’utilizzo di gas GPL che, oltre a richiedere un maggiore apporto d’aria in cucina per la combustione, ha una densità relativa superiore rispetto al metano (tende quindi a ristagnare verso il basso).
Quindi, riassumendo:
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il foro di aerazione dovrà essere realizzato in prossimità del soffitto (parte alta), a un’altezza non inferiore ai 180 cm dal pavimento, per lo smaltimento dei prodotti della combustione e dei vapori;
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il foro di ventilazione sarà collocato in prossimità del pavimento (parte bassa), a un’altezza non superiore ai 30 cm, e consentirà l’afflusso di aria fresca necessaria alla combustione.
L’areazione della cucina è obbligatoria?
È subito chiaro come l’areazione della cucina non sia un capriccio, ma una regola a tutela della vita delle persone. La principale obiezione che di solito si muove alla realizzazione di questi fori nella muratura è che consentano l’entrata del freddo nelle stagioni invernali, con conseguente dispendio economico in termini di riscaldamento dei locali.
La domanda quindi è: l’aerazione della cucina è obbligatoria? No, se si soddisfano contemporaneamente una serie di determinati requisiti:
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non dev’essere collocata alcuna caldaia a gas di tipo A o B (a camera aperta) nella cucina;
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dev’essere presente una cappa aspirante elettrica canalizzata verso l’esterno o un elettroventilatore;
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dev’essere presente un dispositivo di sorveglianza di fiamma sul fornello (termocoppia di sicurezza);
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la potenza del fornello dev’essere inferiore a 15 kW;
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il volume del locale cucina dev’essere superiore a 20 metri cubi;
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nel locale dev’essere presente una porta o finestra apribile sull’esterno;
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non devono essere presenti altri apparecchi a gas nel locale (come scaldabagni a camera aperta).
Inoltre, non deve essere presente un piano cottura alimentato a GPL per il quale il foro basso resta sempre obbligatorio data la pericolosità del gas che non si disperde verso l’alto.
Quanto costa realizzare l’areazione della cucina?
Ovviamente i fori di aerazione e ventilazione della cucina non possono essere un’opera fai da te, ma devono essere progettati e realizzati da un’impresa edile o da un tecnico abilitato. Di solito i costi si aggirano dai 100 ai 250 euro, a seconda dei casi di intervento e dello spessore del muro da forare (il costo può salire in caso di utilizzo di carotatrici professionali per muri in pietra o cemento armato).
Inoltre, anche l’impianto a gas dev’essere realizzato da un tecnico, il quale, al momento dell’installazione, deve rilasciare tassativamente una Dichiarazione di Conformità (DiCo) alle norme in vigore, secondo quanto afferma la legge sulla sicurezza degli impianti domestici (DM 37/08).
Quali griglie di areazione applicare?
I fori di ventilazione non sono buchi a passaggio libero, ma saranno sempre schermati da una retina anti insetti e da una griglia ad alette. Il passaggio aria dalla griglia varia col variare dello spessore e dell’inclinazione delle alette: è maggiore quando le alette hanno la minor inclinazione possibile. È fondamentale verificare che la “sezione netta” indicata sulla griglia corrisponda a quella richiesta dal calcolo dei kW del piano cottura.
Ovviamente si riduce quando la rete anti insetti è appoggiata alle alette o stampata tra le alette stesse. Una griglia ottimale deve perciò avere la rete che sia tenuta opportunamente distanziata dalle alette e dal tubo.
Esistono diverse griglie di areazione, a seconda delle esigenze: con la parte centrale alettata, estraibile, per togliere la rete da pulire periodicamente; con alette inclinate a 30° per consentire un elevato passaggio d’aria e una sufficiente protezione dalla pioggia; con rete metallica (sezione libera del 70%) per consentire un passaggio aria superiore a quello delle griglie a cui sono applicate, oltre a ridotte perdite di carico.
Ne esistono poi di tonde a incasso, che consentono di smontare la griglia, afferrandola per le alette ed estraendola, per consentire l’ispezione del tubo; tonde a molla, rettangolari o anche quadrate: in tal caso, basta inserire un cacciavite nella fessura per forzarne la fuoriuscita.
Fori di areazione e ventilazione: la questione dell’isolamento acustico
Un aspetto da non sottovalutare quando si fanno i fori di ventilazione e areazione è il rispetto dei parametri d’isolamento acustico come riportati nel DPCM 5/12/1997 sui requisiti acustici passivi degli edifici.
Oltre all’esigenza di garantire il necessario ricambio d’aria all’interno del locale cucina, va assicurato anche il massimo comfort acustico: spesso soprattutto in città è impossibile areare senza incorrere nei fastidiosi rumori della città e del suo traffico, oppure senza che i rumori e i suoni interni all’abitazione possano fuoriuscire all’esterno.
Per questo motivo sono necessari degli accessori che consentano allo stesso tempo un ricambio d’aria a norma di legge e l’abbattimento dei rumori provenienti dall’esterno.
In commercio esistono dei silenziatori acustici (comunemente detti “phonos”), che garantiscono il passaggio dell’aria, ma non del rumore. Essi sono composti da un corpo fonoassorbente inserito nel condotto d’areazione. Questi dispositivi devono essere certificati per garantire che non riducano eccessivamente la sezione utile di passaggio dell’aria.
Fughe di gas: i sistemi di rilevazione
Finora abbiamo parlato di una forma di protezione passiva, ovvero di condotti per agevolare la ventilazione e l’aerazione dei locali. Ma esistono anche dei sistemi di controllo attivo, ovvero degli appositi rilevatori di gas metano o monossido di carbonio, che permettono di segnalare tempestivamente la presenza di eventuali fughe. Sebbene utili, questi dispositivi non sostituiscono mai l’obbligo dei fori di ventilazione previsti dalla normativa UNI 7129.
In conclusione, si consiglia di affidarsi a un esperto del settore per la progettazione e realizzazione dell’impianto e dei fori di aerazione, assicurandosi che ogni fase dell’intervento rispetti le normative locali e nazionali attualmente in vigore.
Foto di Becca Tapert su Unsplash