Il modello R129 venne presentato al Salone di Ginevra del 1989 e ben presto conquistò i favori del pubblico per essere una delle più efficaci combinazioni tra stile e tecnologia.
Sotto la semplice ed elegante linea, disegnata da Bruno Sacco, si nascondeva una meccanica molto sofisticata, caratterizzata da un ampio uso di elettronica e da sistemi di sicurezza evoluti.
Tra le innovazioni introdotte dal nuovo modello vi erano il roll-bar ad azionamento automatico, che fuoriesce in una frazione di secondo in caso di ribaltamento, e la capote ad azionamento elettroidraulico, che scompare in un apposito vano posteriore. Sempre per quanto riguardava la sicurezza c'erano l'antipattinamento ASR (dotato di una gestione comune con l'impianto ABS) che agiva in prima battuta frenando leggermente la ruota pattinante ed in seconda battuta tagliando l'erogazione di potenza del motore.
Esteticamente, la R129 appare molto più moderna ed elegante rispetto alla R107 che sostituisce.
Le linee sono più tese, il frontale riprende da vicino quello della grossa coupé della serie C126, ma più inclinato, più aggressivo ed ancor più gradevole allo sguardo. La linea di cintura è leggermente inclinata in avanti rispetto alla precedente roadster ed anche questo aspetto conferisce un marcato dinamismo al corpo vettura.
Nel complesso, sia a capote aperta, sia a capote chiusa, la R129 mantiene intatta la sua eleganza come poche altre roadster sanno fare.
Perfettamente riuscito è il mix stilistico tra modernità e stile retrò, quest'ultimo visibile ad esempio sui parafanghi anteriori, dove si trovano le piccole prese d'aria che ricordano quelle utilizzate negli anni cinquanta del XX secolo sulla 300SL "Ali di gabbiano".
Per quanto riguarda gli interni, sono da ricordare i sedili con struttura in magnesio, dotati tra l'altro anche di cinture di sicurezza con avvolgitore integrato nel corpo del sedile. Ovviamente la plancia ed il posto guida sono riccamente al