Descrizione
70"50
compreso di cornice
Il fare pittorico di Giorgio Di Volo è caratterizzato da un linguaggio artistico che porta alle estreme conseguenze l’impressionismo e che cerca di evocare le immagini tramite un lirismo della memoria. Giorgio Di Volo è un vero e proprio maestro del colore capace, con la pennellata, di infondere la vita nei soggetti. Il suo tocco è sì corsivo, ma allo stesso tempo ricco di vibrazioni e di fremiti esistenziali. In questo senso, come poesia della vita, va interpretata l’evoluzione della tecnica impressionista da parte di Giorgio Di Volo. Ogni pennellata registra vibrazioni cromatiche e luminose, infondendo, al contempo, un’inarrestabile sintesi di energia vitale.
Giorgio Di Volo (Camaiore 1911-Lucca 1984) cresce come artista nella Firenze degli anni ’50, nel circolo di pittori ‘maledetti’ definiti ‘Esistenzialisti’. Questa cerchia d’intellettuali s’incontra periodicamente alla Galleria di Fiamma Vigo, in via Cavour, alle Giubbe Rosse, oppure da Sabatino, in via Faenza. Ma il quartier generale degli Esistenzialisti è il Mercato centrale di San Lorenzo, dal vinaio al 26 rosso, dove Giorgio di Volo, detto ‘Il Professore’ frequenta pittori come Vinicio Berti, Rodolfo Marma, Silvio Loffredo, Zingarelli da Trieste, Pietro Annigoni, Alfio Rapisardi.