Descrizione
La mano che stringe il manichino non è una mano qualsiasi: è la mano del “mi piace”, il gesto più semplice e più potente dell’ecosistema digitale contemporaneo. Un’azione apparentemente innocua, capace però di orientare comportamenti, desideri e identità.
Il manichino, privo di volto e di individualità, rappresenta l’essere umano ridotto a contenitore di consenso. Non pensa, non sceglie, non si oppone: esiste nella misura in cui viene approvato. La sua immobilità racconta una condizione diffusa, in cui la ricerca di riconoscimento diventa una forma di dipendenza, alimentata dalla dopamina generata da like, visualizzazioni e approvazione sociale.
La presa non è violenta, ma continua, costante, quasi affettuosa: è la forza seduttiva del consenso, che non costringe apertamente ma modella dall’interno. L’opera dialoga con le critiche di molti filosofi contemporanei sul bisogno di approvazione, sulla costruzione dell’identità attraverso lo sguardo altrui e sulla trasformazione dell’individuo in prodotto.
Non è una condanna dei social in sé, ma una riflessione sul prezzo invisibile della continua richiesta di consenso: la perdita progressiva di autenticità
Stampa digitale fine art. Opera autentica, con certificato firmato a mano dall'autore, solo 2 opere numerate. Prodotto in Italia misure 60x80