Ruggero Taradel: "L'ACCUSA DEL SANGUE – Storia politica di un mito antisemita"
Nuova Iniziativa Editoriale ("l'Unità"), 2008 – (Editori Riuniti, 2002)
collana "Le chiavi del tempo"
400 pagine in-8° – Brossura con copertina illustrata – Fuori commercio
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► CONDIZIONI: Data e firma d'appartenenza alla prima pagina bianca. Graffio superficiale in copertina (v. foto) e altri minimi segni del tempo. Per il resto, volume come nuovo.
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L'accusa del sangue, l'accusa che attribuisce agli ebrei l'uso di commettere omicidi rituali, è stata per secoli una delle armi più micidiali dell'arsenale mitologico antisemita.
Anticipata nell'età tardoantica, elaborata nel corso del Medioevo, sfruttata in Spagna per agevolare l'espulsione degli ebrei nel 1492, l'accusa del sangue fu poi accreditata da Lutero, utilizzata nella Confederazione polacco-lituana nel periodo della Controriforma, rilanciata dalla Chiesa cattolica sotto Leone XIII, diffusa dai movimenti antisemiti europei e adottata dalla Russia zarista. Per essere infine ripresa dai nazisti nel corso dell'attuazione della Soluzione Finale e utilizzata in Polonia per fomentare i massacri contro i sopravvissuti della Shoah nel 1946.
Il libro presenta una ricostruzione complessiva e analitica della storia di quest'accusa, spesso intrecciata a diversi snodi decisivi della storia europea, che permette di osservarne sotto una nuova luce la genesi e l'evoluzione, e di comprendere le ragioni profonde della sua fortuna, del suo apogeo e del suo declino.
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Ruggero Taradel ha studiato storia delle religioni e filosofia all'università La Sapienza di Roma, dove ha tenuto seminari sul rapporto tra Olocausto e memoria storica e sulle connessioni tra antisemitismo e pensiero teologico. È attualmente docente presso la Division of French and Italian Studies della University of Washington a Seattle.