Sconosciuto 1945
di Pansa Giampaolo
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Descrizione
Ventimila scomparsi, torturati e uccisi: le vendette dopo il 25 aprile nella memoria dei vinti
Pansa è andato a cercare i "figli dei vinti", ne ha trascritto le lettere, ne ha raccolto le testimonianze, ha ricostruito con il loro aiuto i delitti che ne avevano straziato l'esistenza:
«Quando ero piccola avevo un incubo notturno: vedevo papà senza testa, decapitato dai partigiani», «Mio fratello scomparve e il suo corpo non l'abbiamo mai ritrovato», «Sono figlia di uno dei cento fucilati sulla sponda del Piave», «La mamma è stata uccisa perchè aveva un figlio arruolato nella Repubblica sociale», «Quei due giustiziati erano i miei nonni», «Del corpo di mio padre erano rimaste intatte soltanto le mani: le bellissime mani di un poeta» ...
Spesso la memoria degli sconfitti nella guerra civile italiana è persino più pesante delle tragedie che la precedono. Qui prendono la parola soprattutto le persone che di quelle vendette sono state le vittime incolpevoli, travolte dagli orrori della resa dei conti quando erano ragazzi o bambini.
In più di un caso, l'autore si è trovato di fronte donne e uomini che vivevano un dramma lontano nel tempo come se fosse accaduto il giorno prima. E ha dovuto constatare che, con il ricordo, si riaprivano ferite mai rimarginate.