Restaurare un mobile: guida completa passo passo
Hai a casa una credenza o una cassettiera ancora discretamente in buono stato, che ti spiace portare all’ecocentro? Non gettarla ancora! Puoi sempre riutilizzarla o venderla, ma prima occorrerà restaurarla. Non sai da dove partire per restaurare un mobile? Segui la nostra guida qui sotto e sarà un gioco da ragazzi.
Come restaurare un mobile antico?

Per restaurare un mobile antico non occorre essere dei falegnami, ma solo avere della manualità e del tempo a disposizione. Per prima cosa, togli dal mobile antico tutti i pezzi in metallo (cerniere, fregi, serrature…) per pulirli accuratamente. Non perdere le viti di assemblaggio, questi pezzi andranno rimontati alla fine.
Ora, se il mobile è molto sporco (polvere, unto…), va pulito con acqua calda e poca ammoniaca e fatto asciugare all’aria aperta. Ad asciugatura completata, occorre sverniciarlo, usando anche della carta vetrata a grana grossa o uno sverniciatore chimico specifico per mobili di pregio. Dopo va lavato di nuovo e lasciato asciugare.
In questo stato, è più semplice notare i danni procurati dal tempo, come crepe o fori. Per sistemarli, basta comprare dei prodotti appositi (epossidici o legnoplastici), che consentono di rattoppare le fessure e una volta induriti, vanno carteggiati per levigare la superficie e renderla uniforme. Se i forellini sono piccoli, basta coprirli con delle lacche da sciogliere o con dei pennarelli specifici per il legno.
Adesso il tuo mobile è quasi finito, puoi procedere alla finitura con la carteggiatura: consigliamo della carta vetrata a grana fine in questa fase, per rimuovere le fibrille del legno rialzate in fase di sverniciatura e seguente lavaggio.
Se vuoi conservare l’aspetto naturale e antico del legno, è meglio non ricorrere alla vernice, ma alla cera d’api, per una finitura lucida e che protegga da un eventuale attacco di tarli e muffe.
Come restaurare un mobile in stile shabby?

Negli ultimi anni, si è sentito molto parlare dello stile shabby chic. Shabby significa “invecchiato, usurato”, quindi un aggettivo che descrive qualcosa di vecchio, nel mondo della moda si direbbe vintage. Uno stile che ha influenzato non solo le passerelle, ma soprattutto anche l’arredamento.
Ecco, se si ha a disposizione un mobile danneggiato dal tempo, lo si può riportare ad antico splendore, secondo lo stile shabby.
Il primo passaggio da fare è lavare il mobile con acqua e ammoniaca o alcool. Poi occorre sverniciarlo, usando una levigatrice con carta vetrata a grana grossa. In seguito, ripassa la levigatrice per uniformare le superfici: in questo caso, serve una carta vetrata a grana più fine, per non rimuovere del tutto i segni del tempo, punto di forza dello stile shabby. In alternativa, oggi si possono usare le “Chalk Paint” (vernici a gesso) che aderiscono perfettamente anche senza sverniciare completamente.
Ora si può verniciarlo. Di solito, lo stile shabby impone delle tinte tenui, per esempio un tortora o un rosa cipria, anche un bianco può andare. Per prima cosa, però, occorre applicare una mano di impregnante su tutto il mobile. Solo dopo si può verniciare con lo smalto del colore prescelto.
Una volta che il colore è ben asciutto, con la carta vetrata a grana fine leviga tutta la superficie e applica una seconda mano di colore.
Ora, è il momento della finitura: per ottenere l’effetto shabby chic, con un pezzettino di carta vetrata a grana fine, rimuovi senza esagerare la vernice nei punti di maggior usura (come spigoli, maniglie o gambe), seguendo sempre le fibre del legno, per dare l’aspetto di trasandatezza. Con un pennellino, pulisci lo smalto dalla polvere creata dalla carta vetrata.
Infine, ripassa lo smalto con uno strato finale di vernice protettiva ad acqua: per conferire un aspetto ancora più vintage, scegline una incolore, che con il tempo ingiallirà leggermente.
Come restaurare un mobile impiallacciato?

Cosa si intende per impiallacciato? È un mobile realizzato con il legno truciolare o MDF, ovvero fatto di lastre composte da scarti di lavorazione del legno sminuzzati e tenuti insieme da collante. Le lastre poi sono rivestite da delle lamine sottili di legno pregiato da cui il nome.
Se possiedi un mobile fatto con questo tipo di legno, usurato dal tempo o ammaccato, basterà stuccare le parti urtate con dello stucco per legno.
Se la lamina esterna è molto danneggiata, la si può sostituire integralmente, scollando quella vecchia e usurata tramite il calore di un ferro da stiro e mettendone una nuova. Se il desiderio è quello di conferire un aspetto più realistico, si potrà applicare una lamina di legno vero invece che laminato.
Al termine di quest’operazione, si può procedere con la carteggiatura e la verniciatura della parte esterna, per donare al mobile un aspetto nuovo. Puoi scegliere un colore neutro o uno più scuro, per cambiare aspetto al mobile.
Infine, è il momento della lucidatura, optando per un flatting lucido od opaco, a seconda dei gusti personali.
Come restaurare un mobile tarlato?
Possiedi un mobile antico, ma attaccato dai tarli. Per prima cosa, scuotilo: se fuoriesce segatura fresca e chiara, vuol dire che gli animaletti stanno ancora rosicchiando il legno. Se invece non ci sono, ecco come fare.
In caso di tarli non presenti, ma che hanno lasciato dei buchi come testimonianza del loro passaggio, va pulita la superficie del mobile, per evidenziare bene i buchi. Ora diluisci della colla vinilica con dell’acqua e munisciti di una siringa, con cui iniettare nei buchi il prodotto, fino al loro riempimento. Fai asciugare, dopodiché tappa i fori con dello stucco a cera solida del colore del mobile.
Se i tarli son presenti, invece, dopo la pulizia iniziale, nei fori va iniettato del veleno antitarli. Se i buchi sono numerosi, il veleno antitarli andrà spennellato su tutta la superficie.
Successivamente, è consigliabile chiudere il mobile in un sacco di plastica ermetico per almeno 15-20 giorni per permettere ai fumi del veleno di agire in profondità.
Una volta che i tarli saranno andati via, basta ripetere l’operazione riportata poc’anzi per il processo di restauro di un mobile senza tarli.
In entrambi i casi, a fine stucco, il mobile va lucidato.
Come restaurare un mobile in legno (massello)?
Il procedimento per il legno massello richiede attenzione alla fibra naturale. Per prima cosa, va scartavetrata la superficie con carta vetrata a grana grossa, operando sempre nel senso delle fibre del legno, per non graffiarlo. Poi vanno tappati i forellini o i buchi con dello stucco per legno della stessa tonalità.
Infine, tocca alla carteggiatura con della carta vetrata a grana fine per rendere la superficie vellutata al tatto. In questo caso si può optare per una verniciatura finale con cera d’api o con olio di lino cotto, che nutre profondamente le fibre e ne esalta la venatura.
Come restaurare un mobile laccato?
Per prima cosa, in questo caso, va verificato lo stato del mobile, pulendone la superficie con un panno imbevuto di trielina, per evidenziare i danni. Poi si può procedere con la carta vetrata a grana fine per sverniciare il mobile o semplicemente opacizzare la vecchia lacca per permettere l’adesione della nuova. A questo punto, dai due mani di primer (fondo aggrappante), fai asciugare e comincia a preparare la vernice del colore scelto.