Bruno Schio 1923 – 2006 è nato al Portello, era un artista di nascita e cultura schiettamente padovane, della Padova proletaria e popolana, quella con la quale amava confondersi per poi ritrarne, luoghi, abitudini ed atteggiamenti. Soprannominato dagli amici il «professore», Nella sua pittura figlia dell'arte povera si nota un'attenzione verso il mondo popolaresco della «patavinitas» e per gli angoli più caratteristici della città (Portello, Specola, Porte Cinquecentesche) tratteggiati anche tramite pannelli in un «unicum» suggestivo. Fin da giovane ha sempre avuto rapporto diretto con i colori. Infatti egli proviene dalla categoria artigiana di pittori decoratori di fino e come tale è sempre stato apprezzato per la sua serenità, per la sua preparazione professionale, per la sua innata sensibilità ai colori e la relazione immediata che sempre ha saputo creare tra questi e l’ambiente. Bruno Schio, quando dipinge, predilige soffermarsi su tipici scorci e sul monumentale della sua città, Padova ed il suo quartiere che ama: il Portello. L’ama e lo palesa dipingendola con estro vivace e gioiosi colori, ponendola sempre sotto un cielo pulito e luminoso al quale, l’artista, non fa mai mancare guizzi di rosa brillante, simbolo di fresca bellezza, quella bellezza patavina che in lui è viva ancora e che egli vuole esternare come per suscitare e spronare in tutti il desiderio di ripristinare il vivere “una Padova migliore”. Le interpretazioni e le soluzioni artistiche di Bruno Schio pittore, godono sempre di ampia e chiara accessibilità senza mai svilire il talento inventivo dell’artista che è ricco di preziosi contenuti umani che invitano ad apprezzare, rispettare e amare il bello che ci circonda.(da una nota di Aldo Zanini – 1992)