Il libro "Armi di migrazione di massa. Deportazione, coercizione e politica estera" è scritto dalla politologa Kelly M. Greenhill. Il testo analizza come la migrazione forzata e i flussi migratori vengano usati deliberatamente da attori statali e non statali come strumenti politici, economici e militari, un fenomeno che Greenhill definisce "migrazione ingegnerizzata" o "strumentalizzazione della migrazione". Nel libro, l'autrice esplora diversi casi storici e contemporanei di governi che manipolano i flussi migratori per raggiungere obiettivi di coercizione e pressione politica, come ad esempio l'uso di migranti da parte di regimi come quello di Gheddafi o di Erdogan per esercitare ricatti o ottenere concessioni politiche. La migrazione, così strumentalizzata, diventa un'arma usata durante conflitti, per destabilizzare altri governi o per perseguire obiettivi strategici. Il libro è considerato influente nella ricerca sulla geopolitica e la gestione della migrazione forzata.
Autore Kelly M. Greenhill
Titolo Armi di migrazione di massa. Deportazione, coercizione e politica estera
ISBN 9788861023949
Usato e con note.
Dati Principali
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TipologiaAltro
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