Descrizione
Un salto di qualità
Introduzione di Angelo Ponta
La ferita e il trionfo
Tra il 1952 e il 1955 la carriera di Walter Bonatti spicca, è il caso di dirlo, un balzo verso l'alto. La vittoriosa spedizione italiana al K2, pur con le ferite che quell'avventura genera, rappresenta un pal-coscenico e un trampolino:al ritorno dal Karakorum Bonatti e compagni diventano delle celebrità itineranti, e tra ivari nuovi contatti del giovane alpinista si stabilisce,saldo, quello con Bardonecchia, che gli offre un lavoro importante e gli consente di abbandonare il rifugio aperto sulla Grigna. Bonatti entra così nella fase cruciale del professionismo: la strepitosa scalata del Dru gli consente di porre Lle basi per il suo"trasloco" a Courmayeur, vicino a quel Monte Bianco che diventerà il suo "parco giochi" (parole suel e il teatro principale dei successivi dieci anni di alpinismo.
La salita sul Dru offre però a Walter anche un'altra opportunità: le foto e il racconto di quella incredi-bile avventura diventano infatti, nel maggio 1955, il primo articolo a sua firma pubblicato su "Epoca" Non è ancora l'inizio di una vera collaborazione, ma pone le basi per un rapporto che darà i suoi frutti nei primi anni Sessanta per sfociare infine, nel 1965, nell'assunzione da parte del settimanale e nella radicale trasformazione della vita di Bonatti, da alpinista estremo a fotoreporter d'avventura
A proposito della fotografia, vale la pena di segnalare un curioso, ricorrente malinteso. Abituati come siamo a vedere Walter protagonista dei suoi stessi reportage [quelli per "Epoca", appunto, nei quali utilizzò massicciamente l'autoscatto per fotografarsi durante le proprie avventurel, spesso dimen-tichiamo che le foto degli anni dell'alpinismo ovviamente non sono "di" Bonatti, ma"con" Bonatti. Negli anni Quaranta e Cinquanta l'autoscatto,soprattutto in parete, non era praticabile: quindi se vediamo Walter in azione è perché qualcuno dei suoi compagni di cordata lo fotografò. Eppure, tale è la for