Ricerche simili
1/1
Descrizione
- condizioni: nuovo - pagine: 350 - trama: C'era bisogno davvero del pentimento del boss Tommaso Buscetta per convincersi della forza della mafia, quando esistevano già il rapporto del questore di Palermo Ermanno Sangiorgi di fine Ottocento e quello degli anni Settanta del generale dei carabinieri dalla Chiesa? Perché quei documenti non portarono a una reazione pronta dello Stato? Che rapporto si è creato nel tempo tra la mafia e le istituzioni più inerti e accidiose, e come possiamo rimediare oggi a errori e ritardi? A rispondere a questa e molte altre domande è Giuseppe Governale, a lungo ai vertici del Ros e della Dia, che spiega in queste pagine come e perché ha prevalso troppo a lungo la convivenza con il fenomeno criminale, e poi la «cultura dello zero a zero» della classe dirigente nazionale. Come se lo Stato avesse paura di vincere, non fosse per lo sforzo di molti rappresentanti della magistratura e delle forze dell'ordine, quanto meno dagli anni Ottanta in poi. Una ricostruzione lucida e ardente della lotta alla criminalità organizzata tra storia e attualità, tesa a evidenziare le vulnerabilità e gli aspetti culturali e di soft power che alimentano le mafie, ma anche a rilanciare con passione l'impegno del Paese e dei suoi cittadini contro uno dei suoi nemici più insidiosi. Prezzo nuovo: 19,00€ 978-88-282-0782-5
Dati Principali
- CondizioneCome nuovo - perfetto o ricondizionato
- TipologiaLetteratura e Narrativa
Modalità di consegna
In fase di acquisto potrai scegliere tra queste opzioni
Spedizione gestita da Subito
Modalità di pagamento
Paga in totale sicurezza con TuttoSubito e beneficia della Protezione Acquisti. I tuoi dati di pagamento non vengono mai condivisi con il venditore.
Sapevamo già tutto. (Giuseppe Governale)
11 €
ID: 644816650