Gli specchi convessi sono considerati “specchi magici” fin dalla prima apparizione nel Rinascimento, per la loro capacità “sovrannaturale” di riflettere un’immagine completa della stanza in cui sono collocati. Noti anche come “Occhi di strega” (dal franceseOeil de sorcière) e “specchi dei banchieri”, hanno avuto grande fortuna nella storia dell’arte: dal celebre “Ritratto dei coniugi Arnolfini” di Jan Van Eyck, passando per Parmigianino e Caravaggio, fino ad arrivare a Man Ray.