Vendo diffusori Arbour 206, nonostante le dimensioni sono delle " grandi " casse che danno una risposta notevole.
A tale proposito allego recensione fatta a suo tempo su TNT Audio da Lucio Cadeddu ( che non e' l'ultimo arrivato ) e confermo le raccomandazioni fatte sia per il posizionamento che per l'amplificazione. Primo contatto tramite Subito. Mauro
Infatti le casse Arbour 206 altro non sono che la linea audiophile della Indiana Line, i progettisti della Indiana Line (o Arbour che sia) sanno come si fa a costruire una buona cassa con poca spesa. A quanto ne so
tutto nelle Indiana Line e' fatto in casa, non ci sono costi di pubblicità patinata e quel che pagate e' solo la qualità degli altoparlanti, del mobile, del progetto e delle rifiniture (molto belli, ad esempio, i connettori dorati).
I diffusori oggetto della nostra prova sono i 206, tre vie bass reflex da pavimento (meglio, da stand basso) equipaggiati con due woofers da 17 cm in fibra paramidica impregnata tagliati a 1500 e 3500 Hz rispettivamente
ed un tweeter in seta trattata e ferrofluido. E' presente anche una protezione elettronica sul tweeter. La soluzione dei due woofers che lavorano a frequenze diverse, un condotto reflex posteriore a tubo lamellare, la
morsettiera di ottima qualità predisposta per il biwiring ed un mobile di ottima fattura (frontale in medite da 2 cm) e peso fanno delle 206 dei diffusori piuttosto originali ed interessanti che sicuramente fanno poco per
mascherare le loro pretese audiophile.
I 206, ormai in catalogo da qualche anno, sono i secondi a partire dall'alto nella linea Arbour e costano meno di un milione la coppia.
Il prezzo, come tradizione Indiana Line, e' molto basso in relazione alla qualità dei componenti e della costruzione. Anche in questo caso vale l'osservazione che, se questi diffusori fossero costruiti all'estero ed avessero una forte campagna pubblicitaria, potrebbero costare molto di più.