Descrizione

Nel Primo dopoguerra la provincia di Verona, inserita in un contesto socio economico dominata dal mondo cattolico, conosce lo sviluppo di rilevanti conflitti sociali contraddistinti dalla presenza di una Camera del lavoro di tendenza sindacalista rivoluzionaria. L'esigenza di comprendere come fosse stato possibile tale esperienza a fronte di relazioni sociali fino ad allora contraddistinte da una nota prevalente di staticità e pacificazione, ha portato la ricerca verso la ricostruzione di due aspetti fondamentali: lo sviluppo delle lotte operaie e contadine e dei processi di organizzazione sindacale, e il ruolo ricoperto in tale contesto dai sindacalisti rivoluzionari e, in particolare, dagli anarchici. Ne esce un quadro complesso che non manca di spunti originali che aiutano a comprendere, tramite l'analisi di un caso locale, la realtà di un anarchismo "di provincia" - distante dalle zone del Paese dove questo trova più ampia diffusione - negli anni compresi tra l'Unità e il fascismo che ebbe un ruolo non secondario nel formare una generazione di militanti, come il noto Giovanni Domaschi, che avranno un ruolo importante nella lotta al fascismo.


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