Descrizione
Uno specchio lontano. Un secolo di avventure e di calamità. Il trecento
Barbara W. Tuchman - Mondadori - I ediz. 1979
Il Trecento fu un secolo di forti contrasti; un male venuto dall’Oriente sulla scia delle rotte navali e dei commerci, la peste nera, uccise un terzo della popolazione dall’Irlanda all’India.
La guerra senza fine fra Inghilterra e Francia, lasciò il continente in balia delle compagnie di ventura. La crisi economica e un sistema fiscale oppressivo innescarono rivolte populiste.
La Chiesa era contesa da due papi, mentre i turchi insidiavano ciò che restava del millenario Impero romano.
La civiltà occidentale sembrava al collasso, eppure quello fu il secolo di Petrarca. Boccaccio, Chaucer, dei romanzi cavallereschi, del pensiero filosofico e scientifico alimentato a Oxford, alla Sorbona, a Bologna, a Padova. Milano era la capitale finanziaria, Firenze negoziava con i sovrani del continente, Venezia era il principale crocevia dei commerci. Lo spettro della fine, in realtà, stava spazzando via il sistema feudale divenuto ormai obsoleto, basato su ideali cavallereschi sbiaditi e in contrasto con una modernità che bussava alle porte con l’invenzione della stampa a caratteri mobili, la conquista dell’America, le armi da fuoco sempre più micidiali, la riscoperta dei Classici e la magnificenza del Rinascimento.
Barbara Tuchman ricostruisce quel mondo seguendo le orme di un uomo, Enguerrand VII signore di Coucy, che attraversò quell’epoca in tutta la sua tragedia e in tutta la sua magnificenza, sui campi di battaglia, nei castelli, nelle campagne flagellate, nella vita quotidiana, nei balli sfrenati e nelle penitenze masochiste, tra nobili e servi, ebrei e cardinali, stregoni e mercenari, santi ed ed esattori delle tasse. Ci fa scoprire quell’epoca come se la stessimo rivivendo.
Pag 774 + 24 di illustrazioni b/n e colori.
Legatura salda, sovracc, ill, senza strappi, presente talloncino prezzo, carta frusciante, no gore/ingiallimenti.