Descrizione
“Cristo in croce", acrilico su tela 60x90 con finitura in resina, è un lavoro che gioca sporco con l’iconografia sacra e vince proprio per questo. La croce c’è, è evidente, ma non è consolatoria. È spezzata, graffiata, quasi scorticata dal gesto pittorico. Non salva nessuno. Sta lì a ricordare che il peso esiste, e che qualcuno lo porta sempre.
Il nero dominante non è uno sfondo: è materia, muro, silenzio compatto. Su questo buio si innestano rossi violenti, sanguigni, che sembrano più ferite che colore. Il bianco, nervoso e imperfetto, costruisce la figura centrale con tratti istintivi, mai rifiniti. Niente estetica da santino. Qui c’è carne, tensione, attrito.
La composizione è verticale, stabile solo in apparenza. In realtà vibra. Le colature, le abrasioni, i segni lasciati volutamente “sporchi” raccontano un gesto pittorico fisico, quasi combattuto. Non c’è ricerca di equilibrio, ma di verità emotiva.