Descrizione
Questo dipinto acrilico su tela 60x90 cm mette in scena un abbraccio che non ha nulla di rassicurante, ed è proprio lì che funziona. La figura maschile è un robot, o qualcosa che ci assomiglia fin troppo: meccanico, protettivo, potente. La figura femminile è umana, ma senza volto, come se l’identità non fosse nel viso ma nel gesto, nella fiducia, nel restare.
Non c’è sottomissione, non c’è salvataggio. C’è contatto.
Il contrasto tra carne e metallo diventa metafora del rapporto contemporaneo: l’uomo-macchina che tenta di amare, la donna che accetta l’imperfezione senza bisogno di spiegazioni. I colori accesi, quasi infantili, alleggeriscono un tema che altrimenti sarebbe cupo: la difficoltà di comunicare emozioni autentiche in un mondo sempre più artificiale.
Qui invece l’emozione passa dal corpo, non dalla parola.
La composizione è solida, l’abbraccio chiude la scena e la rende intima, mentre lo sfondo diviso tra toni freddi e caldi suggerisce due mondi che si incontrano senza fondersi del tutto. Nessun lieto fine dichiarato, nessuna promessa. Solo un momento sospeso, fragile e vero.