Descrizione
Vincenzo Consolo: "LO SPASIMO DI PALERMO" (Romanzo)
Arnoldo Mondadori Editore, 1998 – collana "Scrittori italiani" – Prima edizione
144 pagine in-8° – Copertina rigida con sovraccoperta illustrata – Fuori catalogo
In un piccolo albergo di Parigi, «La dixième muse», i cui arredi sono ispirati alla storia del cinema, mentre aspetta di incontrare il figlio esule per terrorismo, lo scrittore Gioacchino Martinez, Chino, ricorda la sua infanzia in Sicilia, negli anni della guerra, la tragedia infantile, rimossa, che ha segnato la sua vita, e un altro trauma tanto più piccolo, ma non meno ossessivo: un film visto all'oratorio, «Judex», dove le avventure di un giustiziere in manto nero venivano improvvisamente interrotte dalle incursioni belliche. Situazione simbolica di una vita mutila essa stessa, troncata in due dalla fuga da una Sicilia feroce e dalla delusione per una Milano che ha tradito l'utopia.
La vita di Gioacchino è ferita dalla consapevolezza di aver consegnato in eredità ai figli un Paese da odiare, dal disamore per una letteratura degradata, complice di troppe colpe. La vita di Gioacchino è segnata dallo strazio per una moglie molto amata e coinvolta nella stessa lontana tragedia, una donna che non è riuscita, come lui, a dimenticare per sopravvivere.
Quando decide di ritornare a Palermo, Gioacchino compie un gesto analogo a quello che, a Parigi, lo spinge alla cineteca Gaumont per rivedere il film troncato nella sua infanzia. E siccome i fili dell'esistenza spesso si riannodano per coincidenze inesplicabili, a Palermo incontra un altro «Judex», che è diverso da quello di un tempo, ma è come se ne fosse una proiezione ideale: un giudice senza mantello, che crede nello Stato, nella legge che amministra, un uomo che, andando a trovare la madre nel palazzo di fronte a quello dello scrittore, incontrerà un'atroce fine.
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